Quando si ha bisogno di denaro per l’acquisto di un determinato bene o servizio, ma non si dispone della somma necessaria, spesso si ricorre ad prestito presso un’istituto di credito. La tipologia di prestito più nota è, forse, quella personale, con il richiedente che una volta ottenuta la somma potrà usarla liberamente come meglio crede, salvo poi restituirla nel tempo con degli interessi. Diverso è invece il caso del prestito al consumo, anche noto come credito al consumo, che prevede che il denaro concesso ad un soggetto venga usato dallo stesso per l’acquisto di un predeterminato e noto bene e/o servizio. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.
Prestito al consumo cos’è
A regolamentare il prestito al consumo è il Decreto Legislativo n. 141/2010 che prevede, come detto, che per tale tipologia di finanziamento le somme concesse vengano spese per attività finalizzata, già note in fase di richiesta. È inoltre importante sottolineare che con il credito al consumo, la persona non riceve direttamente il denaro, ma ottiene un credito per far fronte ad un acquisto presso un determinato rivenditore o fornitore. Ecco dunque che il denaro passa dall’istituto di credito all’azienda, negozio o commerciante che fornisce il bene o servizio all’acquirente.
Nel caso di richiesta di un prestito al consumo sarà dunque necessario precisare espressamente il motivo del finanziamento richiesto e il tipo di bene che si intende acquisire. Diverso è, come detto, il caso del prestito personale, dove chi riceve il prestito non ha la necessità di informare l’istituto di credito della finalità del prestito, ma solo l’obbligo di restituire la somma con gli eventuali interessi.
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Prestito al consumo: differenza con il prestito personale
Una volta chiarita la sostanziale differenza tra il prestito al consumo e quello personale, è bene andare a vedere quali sono i fattori che determinano maggiormente il credito al consumo. Iniziamo col dire che gli importi concessi rientrano nella fascia che vai 2mila euro ai 75mila euro, con le somme che andranno restituite con un piano di rimborso a rate di valore costante pari alla somma di una quota capitale ed una quota interesse.
L’ammortamento, invece, si estingue entro un massimo di 10 anni con gli accordi di finanziamento che vengono presi dalle società finanziarie direttamente con le aziende e i titolari dei negozi che vendono i beni o servizi. Solitamente il prestito al consumo è concesso per acquisti quali, ad esempio, un’automobile, gli elettrodomestici o per elementi d’arredo.
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Così come avviene nei prestiti personali, anche in quelli al consumo sono richieste alcune garanzie che risultano però essere più limitate rispetto ai finanziamenti a lungo termine. Si tratta, generalmente, di un reddito, di un conto corrente e dell’esclusione dalla lista dei cattivi pagatori dell’istituto di credito.
















