Congedo straordinario legge 104

L’ordinamento italiano prevede che i familiari di persone con disabilità, ai sensi della legge 104/92, abbiano diritto ad un congedo straordinario Inps, oltre che ad un periodo di aspettativa retribuita della durata di due anni che si affianca a tre giorni di permesso al mese. Lo scopo della misura è evidentemente quello di garantire e agevolare l’assistenza ai familiari disabili, pur nel rispetto di requisiti molto chiari. Proviamo dunque a vedere più nel dettaglio cosa prevede la legge 104, il congedo straordinario e come tale meccanismo opera in relazione alle ferie, alla retribuzione e ai weekend.

Congedo straordinario con la legge 104

Iniziamo col dire che il congedo straordinario non viene riconosciuto in tutti i casi, ma solo in quelli in cui al familiare è stata riconosciuta una disabilità grave. In tal caso il verbale consegnato dai medici dell’Inps avrà la seguente dicitura: “Persona con handicap con connotazione di gravità (articolo 3, comma 3, Legge 104/1992)”. Ma che cos’è nel dettaglio congedo straordinario? Si tratta di una misura disciplinata dal D.lgs. 26.03.2001 n.151, art. 42 modificato in seguito dal D.lgs. 119/2011. Si sostanzia in un periodo nel quale i lavoratori dipendenti, statali o del settore privato, che assistono familiari disabili possono assentarsi dal lavoro continuando a percepire la retribuzione in base allo stipendio dell’ultimo mese precedente alla richiesta di astensione dal lavoro. In questo caso specifico la durata del congedo è di due anni.

Al fine di ottenere il congedo straordinario, è bene tenere a mente che c’è un preciso ordine di priorità. I primi a poterlo richiedere sono i coniugi conviventi o la parte dell’unione civile convivente della persona disabile in situazione di gravità; il padre o la madre del disabile, anche nel caso in cui questi siano adottivi o affidatari; uno dei figli conviventi della persona disabile in situazione di gravità; uno dei fratelli o sorelle conviventi della persona disabile; un parente/affine entro il terzo grado convivente. L’ordine di priorità permette il passaggio al stadio successivo nel caso in cui i primi soggetti previsti si trovino in una situazione di mancanza, decesso o patologie invalidanti.

Legge 104, come funzione il congedo straordinario

È bene ricordare che il periodo di congedo straordinario previsto dalla legge 104, non viene calcolato ai fini della maturazione delle ferie, della tredicesima e del TFR. Tale periodo viene coperto da contributi figurativi validi al fine del calcolo dell’anzianità assicurativa, quindi dell’importo della pensione.

C’è poi la possibilità di usufruire del congedo straordinario frazionato a giorni. Anche in questo caso ci sono naturalmente delle regole ben precise da tenere in considerazione. Affinché non siano conteggiati i giorni festivi, il sabato e la domenica, è necessaria l’effettiva ripresa del lavoro tra un periodo e l’altro di fruizione. Come precisato dall’Inps stesso, “l’effettiva ripresa del lavoro non è rinvenibile né nel caso di domanda di fruizione del congedo dal lunedì al venerdì (in caso di settimana corta) senza ripresa del lavoro il lunedì della settimana successiva a quella di fruizione del congedo, né nel caso di fruizione di ferie. Non si conteggiano le giornate di ferie, la malattia, le festività e i sabati che cadono tra il periodo di congedo straordinario e la ripresa del lavoro”. Inoltre, no si può ricorrere al beneficio in periodi nei quali non è prevista l’attività lavorativo.