Il Meeting di Rimini rappresenta da sempre un’occasione molto importante di confronto, non solo politico. Qui quarant’anni di opere, imprese e comunità trovano casa con Compagnia delle Opere, protagonista della manifestazione con un grande spazio dedicato all’incontro tra lavoro, educazione, sociale e cultura, trasformando il proprio anniversario in un’occasione per interrogarsi su ciò che oggi è ancora capace di generare bene comune. Un anniversario che per Cdo non vuole essere soltanto una ricorrenza, ma l’occasione per raccontare una storia di opere e relazioni che continua a generare iniziative, responsabilità condivise e nuove forme di impegno sociale. Il padiglione Cdo prende ispirazione dall’opera di Paul Klee, Castello e sole, scelta come immagine simbolo della presenza al Meeting: una città che cresce nel tempo, mattone dopo mattone, grazie al contributo di molti. È questa l’esperienza che Cdo propone al Meeting di Rimini (21-26 agosto): uno spazio da abitare, in cui ciascuno possa vivere la settimana di Rimini in modo attivo e partecipato, incontrando esperienze, progetti e attività che durante l’anno prendono forma nella realtà. Cuore della proposta, due aree principali. La prima, la Piazza delle Opere, un luogo vivo di testimonianze sociali, imprenditoriali ed educative, dove realtà profit e non profit mostrano esperienze concrete di operosità generativa e di costruzione del bene comune. La seconda, l’Arena Cdo, che, come nelle precedenti edizioni, rappresenta uno spazio di incontri pubblici con imprenditori, educatori, rappresentanti delle istituzioni, ricercatori e protagonisti della società civile italiani e internazionali, chiamati a confrontarsi sulle grandi sfide del presente e del futuro. Tra gli appuntamenti più importanti dell’edizione di quest’anno, la mostra “Léon Harmel, la profezia di un’impresa”, dedicata all’industriale francese che già nell’Ottocento sviluppò una concezione del lavoro fondata sulla dignità della persona, sulla partecipazione dei lavoratori e su forme innovative di welfare sociale. La sua vicenda, maturata in stretto rapporto con la riflessione sociale del tempo e con Leone XIII, mostra come la fede possa incidere concretamente sul modo di concepire l’impresa e il rapporto con le persone, generando nuove forme di responsabilità e innovazione sociale.
Il compito che Cdo vuole sostenere non è semplicemente conservare ciò che è stato costruito, ma verificarlo e rilanciarlo. Le imprese e le opere educative e sociali sono chiamate a interrogarsi continuamente sui propri criteri e sul proprio contributo al bene comune. La presenza di Cdo al Meeting riguarda anche il Manifesto dei 40 anni, che rilancia una storia iniziata nel 1986 e ancora oggi capace di generare opere, imprese, esperienze educative e iniziative sociali in Italia e all’estero. Il Meeting è così il luogo in cui questa storia viene riletta non in chiave celebrativa, ma come domanda aperta sul presente: quali opere siamo chiamati a generare oggi? Quale contributo possono offrire il lavoro, l’impresa e le relazioni alla costruzione di una società più umana?
Un altro tema chiave che Cdo porta al Meeting è il lavoro di approfondimento iniziato sul tema dell’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, con particolare attenzione al lavoro come vocazione, responsabilità e contributo al bene comune, da sempre al centro dei dialoghi di Compagnia delle Opere. «Il titolo dell’edizione 2026 del Meeting, “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, ci provoca anzitutto a una verifica. Per Cdo significa riconoscere che ogni opera autenticamente umana nasce da un’origine più profonda di una semplice efficienza organizzativa. Ciò che muove realmente il lavoro, l’impresa e la vita sociale è sempre un’iniziativa positiva che si traduce in costruzione, responsabilità, cura e desiderio di bene», sottolinea Andrea Dellabianca, presidente nazionale di Compagnia delle Opere.
«Nell’anno del nostro quarantesimo anniversario vogliamo mostrare che il lavoro, l’impresa e le opere possono essere luoghi di incontro, corresponsabilità e bene comune. E abbiamo voluto farlo anche al Meeting di Rimini, di cui siamo partner e nel quale ci riconosciamo pienamente: uno spazio che consente di incontrare esperienze concrete e offre alle imprese un contesto di dialogo qualificato, capace di mettere in relazione esigenze reali, competenze e opportunità di sviluppo. Da quarant’anni come Compagnia delle Opere proponiamo “un criterio ideale, un’amicizia operativa”: un modo di fare impresa e costruire opere che nasce da una visione condivisa e si traduce in collaborazione, relazioni generative e crescita comune», conclude il presidente Dellabianca.













