Milano – La Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili (Cnpr) prende posizione per escludere qualsiasi ipotesi di fusione con altri enti previdenziali, dopo la recente circolazione di notizie su una proposta di legge per l’unificazione degli istituti pensionistici dei dottori commercialisti e dei ragionieri. Una questione che tocca da vicino l’autonomia delle casse dei liberi professionisti.
Una proposta di legge ferma dal 2008
L’iniziativa parlamentare risale al 2008 e fu assegnata alla Commissione Lavoro della Camera dei deputati, ma il suo esame non ebbe mai inizio. Non venne nominato alcun relatore, non si svolsero discussioni, non furono presentati emendamenti e non si tennero votazioni: la proposta si è di fatto arenata senza alcun seguito legislativo.
Il tema riporta l’attenzione sulla governance delle casse di previdenza dei professionisti, enti che gestiscono in autonomia la tutela previdenziale e assistenziale dei propri iscritti. La prospettiva di accorpamenti tra istituti di categoria viene periodicamente evocata nel dibattito, ma incide su assetti patrimoniali e identità professionali distinte.
La replica della Cnpr: nessuna fusione
“Ringrazio chi ha riportato all’attenzione questa vicenda – dichiara Luigi Pagliuca, presidente della Cnpr – perché ci consente di ribadire con chiarezza la posizione dell’Ente. La Cassa ragionieri non ha né la volontà né la necessità di ipotizzare fusioni con chicchessia”.
“La Cnpr è autonoma, indipendente e in perfetto stato di salute. La nostra attenzione – ha aggiunto Pagliuca – è rivolta alla tutela previdenziale e assistenziale degli iscritti e alla costruzione del loro futuro. Continueremo a collaborare con le istituzioni, con gli altri enti previdenziali e con tutte le componenti della professione, nel pieno rispetto delle rispettive identità e autonomie. Non esistono attualmente progetti, trattative, interlocuzioni o tavoli riguardanti ipotesi di fusione della Cnpr con altri enti previdenziali”.
Autonomia e collaborazione tra enti
Sul piano prospettico, la vicenda ribadisce un principio guida del sistema previdenziale privato: la collaborazione tra enti e con le istituzioni non implica una rinuncia all’autonomia gestionale. La smentita della Cassa ragionieri delimita così il perimetro del confronto futuro, che resta aperto sul terreno della cooperazione ma escluso su quello degli accorpamenti.













