LEONARDO MARIA DEL VECCHIO PRESIDENTE LMDV

L‘addio di Leonardo Maria Del Vecchio agli incarichi manageriali di EssilorLuxottica non provoca uno scossone verticale in Borsa, ma arriva su un titolo che porta già sulle spalle una pesante correzione. Nella mattinata di oggi, le azioni del colosso italo-francese dell’occhialeria si muovono in territorio negativo alla Borsa di Parigi, con quotazioni nell’area dei 161 euro. Intorno alle 9:46 il titolo era indicato a 160,9 euro, in calo dello 0,53%, mentre le rilevazioni successive lo collocavano a 161,45 euro, -0,49%.

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La reazione del mercato all’uscita del figlio del fondatore è dunque, almeno per ora, relativamente contenuta. Il dato più significativo, però, emerge allargando l’orizzonte. In un anno EssilorLuxottica ha perso circa il 40,7%, secondo i dati di mercato disponibili il 25 agosto. Anche dall’inizio dell’anno la flessione è nell’ordine del 40%, mentre negli ultimi sei mesi la perdita supera il 30%.

È una correzione che ridimensiona drasticamente il valore raggiunto dal titolo nella seconda metà del 2025. Il massimo delle ultime 52 settimane risulta infatti nell’area dei 321,80 euro, secondo i dati Euronext, mentre il minimo delle 52 settimane è sceso fino a 158,15 euro. Il titolo si trova quindi oggi circa alla metà dei livelli record raggiunti meno di un anno fa.

L’addio di Leonardo Maria Del Vecchio

Il movimento odierno si inserisce in una giornata delicata sul fronte della governance. Leonardo Maria Del Vecchio, 31 anni, quartogenito del fondatore Leonardo Del Vecchio, ha deciso di lasciare gli incarichi ricoperti in EssilorLuxottica, formalizzando le dimissioni da presidente del marchio Ray-Ban e chief strategy officer. Le dimissioni saranno operative dal 31 agosto.

La decisione era stata anticipata da MF-Milano Finanza ed è stata successivamente confermata da EssilorLuxottica. Il gruppo ha ringraziato Del Vecchio per il contributo alla crescita della società e alla realizzazione della visione strategica promossa dal padre, augurandogli successo nella nuova avventura imprenditoriale.

Dietro l’uscita, tuttavia, c’è anche una questione di visione manageriale. Secondo quanto riportato da MF, nella lettera indirizzata al ceo Francesco Milleri e al board, Del Vecchio avrebbe criticato una gestione aziendale giudicata “distante” e “impersonale”, sostenendo la necessità di riportare le persone al centro dell’organizzazione, come avveniva nella Luxottica del padre.

Il tema non è irrilevante per il mercato. EssilorLuxottica è una società nella quale il peso della famiglia Del Vecchio resta enorme, anche se l’uscita di Leonardo Maria dagli incarichi operativi non significa affatto l’uscita dal capitale. La holding familiare Delfin detiene il 32,4% di EssilorLuxottica, mentre Leonardo Maria Del Vecchio possiede il 12,5% di Delfin.

Una caduta che viene da lontano

Attribuire però la perdita del 40% nell’arco di dodici mesi all’attuale terremoto nella governance sarebbe fuorviante. La performance negativa precede di molto l’annuncio di oggi e racconta una storia di Borsa decisamente più ampia.

Il titolo ha chiuso il 24 agosto a 161,85 euro circa sulle rilevazioni di mercato italiane, dopo essere arrivato a toccare un minimo annuale di 159 euro il 17 agosto. La performance a dodici mesi era indicata a -40,57%, mentre quella da inizio anno era ancora più pesante, pari a circa -40,2%.

Il confronto con il picco è ancora più eloquente: dai circa 321,80 euro del massimo a 52 settimane agli attuali 160-161 euro significa una perdita di circa la metà del valore di Borsa. Non è dunque l’uscita di Del Vecchio jr a spiegare la grande correzione: il mercato arriva all’appuntamento odierno dopo mesi di forte ridimensionamento delle quotazioni.

Il quadro va letto anche alla luce dell’andamento operativo del gruppo. EssilorLuxottica ha comunicato a luglio una crescita dei ricavi del 9,7% nel primo semestre 2026, con il secondo trimestre in aumento dell’8,7%. Il contrasto tra una crescita ancora robusta del business e una quotazione quasi dimezzata rispetto ai massimi rende quindi particolarmente interessante il comportamento del titolo: la Borsa sta evidentemente chiedendo al gruppo qualcosa in più rispetto alla semplice crescita del fatturato.

Il mercato guarda oltre la famiglia

Ed è proprio qui che l’addio di Leonardo Maria Del Vecchio assume un significato che va oltre la variazione dello 0,5% registrata oggi. Il mercato dovrà capire se la separazione tra il giovane erede e i ruoli operativi rappresenti semplicemente una nuova fase del percorso professionale di Del Vecchio oppure se sia il segnale di una più profonda distanza sulla gestione e sulla direzione strategica del gruppo.

La continuità operativa, almeno formalmente, non è in discussione: la società resta guidata da Francesco Milleri e la famiglia Del Vecchio, attraverso Delfin, continua a essere il principale azionista. Ma la successione all’interno dell’impero costruito da Leonardo Del Vecchio continua a essere uno dei dossier più delicati per il capitalismo italiano.

Per gli investitori, intanto, il punto è molto più concreto: EssilorLuxottica vale oggi circa 160-161 euro per azione contro oltre 320 euro al picco annuale. La reazione composta all’uscita di Del Vecchio jr suggerisce che il mercato, almeno nella prima fase, non stia leggendo l’operazione come uno shock industriale. La vera domanda è un’altra: se il titolo riuscirà a costruire una base attorno ai 159-160 euro, area che nelle ultime sedute ha mostrato una certa capacità di tenuta, oppure se la lunga fase ribassista non abbia ancora esaurito la propria spinta.