“Il governo ha intenzione di estendere i benefici della legge Smuraglia alle imprese che assumono persone in misura alternativa al carcere”. Lo ha affermato ieri mattina, il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, intervenendo in video collegamento al convegno del Meeting di Rimini dal titolo “La vita oltre il muro, come far rifiorire speranza in carcere”.
Sisto ha raccolto l’appello che al riguardo gli è stato fatto dal coordinatore del convegno, Adriano Moraglio, presidente di “La goccia di Lube”. Il viceministro detto che l’esecutivo si sta muovendo in tal senso e che per questo ha già coperto tutti i ruoli della magistratura di sorveglianza. “Nei primi mesi di quest’anno – ha aggiunto – sono state poste in essere dodicimila misure alternative”. Sisto ha affermato che sulla questione, comunque, “bisognerà vedere che cosa pensa il ministero dell’Economia e delle finanze”. “Oggi le persone in misura alterativa sono più dei carcerati – ha detto Moraglio – A fine 2025 erano 84 mila, contro 64 mila detenuti”.
La legge Smuraglia favorisce il reinserimento lavorativo dei detenuti e degli ex detenuti. Offre incentivi economici alle aziende e alle cooperative che creano posti di lavoro o percorsi di formazione dentro e fuori dal carcere.
Il viceministro ha colto l’occasione di affrontare il problema dell’assistenza sanitaria in carcere, richiamando le Regioni alla loro responsabilità. “Ci sono detenuti che dopo quattro mesi non hanno ancora una risposta ad una richiesta di visita; ci sono detenuti oncologici che incontrano difficoltà”, ha detto l’esponente di governo, il quale ha aggiunto: “la sanità non dipende dal ministero ma dalle Regioni e quindi il gioco di squadra è fondamentale”. Quanto al sovraffollamento (“vero problema del sistema carcerario”), Sisto ha assicurato che il Piano di edilizia carceraria prevede, per il 2027, un aumento di diecimila posti.

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