Marco Provenzano, fondatore di Thermo Confort

di Diletta Talenti

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

Con temperature che nelle estati recenti superano regolarmente i 40 gradi in molte aree della penisola, migliaia di capannoni industriali italiani si trasformano in ambienti insostenibili per chi ci lavora. Un problema che va oltre il comfort: il caldo estremo negli stabilimenti produttivi incide sulla salute degli operatori, sulla produttività e sui costi energetici delle imprese. Mentre il dibattito pubblico si concentra sulle ondate di calore che colpiscono anziani e città, resta in secondo piano una questione altrettanto urgente: le condizioni climatiche nei luoghi di lavoro dove la produzione non si ferma nemmeno in piena estate. Il mercato della climatizzazione in Italia ha raggiunto nel 2025 un fatturato di 2.921 milioni di euro, con un incremento dell’8,5% rispetto all’anno precedente, secondo i dati Assoclima. A livello globale il comparto HVAC vale 524,9 miliardi di dollari, con proiezioni di crescita fino a 564,8 miliardi nel 2026. Le apparecchiature di condizionamento rappresentano il 45,43% del fatturato italiano della climatizzazione. Numeri che testimoniano una domanda in espansione, ma che nascondono un paradosso: gran parte degli investimenti si concentra su uffici e spazi commerciali, mentre gli ambienti industriali restano spesso privi di soluzioni adeguate.

Marco Provenzano, fondatore di Thermo Confort, azienda specializzata nel raffrescamento e riscaldamento di grandi spazi industriali, conosce bene questa realtà. “Il problema reale quando ci sono grossi volumi da scaldare o raffrescare sono i consumi energetici. La gran parte degli installatori propone soluzioni guardando solo il prezzo in basso a destra dell’offerta, senza analizzare i costi di gestione nel tempo”, spiega Provenzano, che ha una formazione da termotecnico e opera prevalentemente nell’area di Torino e nel Nord Italia. La tecnologia su cui Thermo Confort ha costruito il proprio modello si basa sul raffrescamento evaporativo, un principio che replica meccanicamente il fenomeno della brezza marina. Macchine importate dall’Australia immettono negli ambienti aria fresca proveniente dall’esterno, garantendo non solo un abbassamento della temperatura ma anche un ricambio d’aria completo. Una differenza sostanziale rispetto ai sistemi tradizionali a ricircolo, che rimettono in circolo aria già viziata e potenzialmente carica di polveri e sostanze nocive. “Noi creiamo questo ambiente all’interno delle aziende in maniera meccanica. Non è ricircolo ma ricambio d’aria pulita che arriva dall’esterno, e questo migliora molto l’ambito lavorativo degli operatori”, precisa Provenzano. Tra i progetti più rilevanti realizzati da Thermo Confort c’è l’impianto in Tunisia, dove sono stati raffrescati capannoni che ospitano oltre 6.000 lavoratori. Il progetto è passato al vaglio di un fondo americano che aveva inizialmente previsto una soluzione basata su pompe di calore e fotovoltaico, poi scartata a favore del sistema evaporativo dopo un impianto campione. Un nuovo cantiere è in fase di avvio a Dubai, tramite una committenza italiana. Ciò che distingue il modello Thermo Confort nel panorama degli installatori non è solo la scelta tecnologica. L’azienda ha costruito un sistema di assistenza che prevede monitoraggio da remoto gratuito, interventi garantiti entro la giornata nel 75% dei casi e un rapporto continuativo con i clienti che in molti casi dura da oltre vent’anni. “Per noi l’installazione è l’inizio di un percorso insieme alle aziende. Molti installatori finiscono il lavoro e spariscono. Noi invece dobbiamo proporre soluzioni che funzionino e siano mantenibili negli anni, perché il nostro core business è l’assistenza”, sottolinea Provenzano. Un altro elemento che emerge è la strategia commerciale basata sulla referenza diretta tra imprenditori. Prima di chiudere un contratto, Thermo Confort mette in contatto il potenziale cliente con aziende che già utilizzano i suoi impianti, lasciando che siano loro a raccontare la propria esperienza. “Noi diamo semplicemente i nominativi e diciamo ‘fatevi le vostre chiamate’. Il nostro miglior biglietto da visita sono le aziende che hanno già il nostro prodotto e lo usano da due o tre anni”, racconta Provenzano. Un approccio che funziona soprattutto nel tessuto industriale piemontese, dove Thermo Confort segue circa il 70% dell’indotto Stellantis e dove più della metà delle aziende clienti ha ancora alla guida il fondatore originario.

Le prospettive per il settore del raffrescamento industriale appaiono in crescita. La ripresa della produzione industriale italiana, che ad aprile 2026 ha segnato un +1,3% su base annua, si accompagna a una crescente attenzione normativa verso le condizioni di lavoro in ambienti estremi. Le ondate di calore sempre più frequenti e intense stanno trasformando il raffrescamento dei luoghi di lavoro da optional a necessità, spingendo anche le imprese più scettiche a valutare investimenti in questo ambito. Il mercato della climatizzazione globale in espansione conferma la tendenza, con una domanda che si sposta progressivamente verso soluzioni a basso consumo energetico e ad alto impatto sulla qualità dell’aria. Per le aziende italiane, soprattutto quelle manifatturiere che operano in capannoni di grandi dimensioni, la sfida dei prossimi anni sarà conciliare la continuità produttiva con il benessere dei lavoratori in un contesto climatico che non lascia più margini di tolleranza. Soluzioni come quelle proposte da Thermo Confort indicano una direzione possibile, dove efficienza energetica e salute sul lavoro non sono in contraddizione ma si rafforzano a vicenda.