Il padiglione CDO al Rimini di Rimini 2026

Quarant’anni di imprese, opere sociali, esperienze educative e relazioni diventano il punto di partenza per guardare al futuro. Compagnia delle Opere sceglie il Meeting di Rimini 2026 per celebrare il proprio anniversario senza trasformarlo in una semplice ricorrenza: la presenza alla manifestazione sarà piuttosto l’occasione per verificare ciò che questa storia ha generato e per interrogarsi su quali iniziative possano oggi contribuire alla costruzione del bene comune.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

La presenza al Meeting

Cdo sarà presente al Meeting con un grande spazio dedicato all’incontro tra lavoro, impresa, educazione, sociale e cultura. A fare da filo conduttore sarà l’immagine di Castello e sole di Paul Klee: una città costruita nel tempo, elemento dopo elemento, attraverso l’apporto di molti. Una rappresentazione che richiama l’idea di una realtà che cresce grazie alle relazioni e alla responsabilità condivisa e che diventerà il criterio con cui sarà pensato l’intero padiglione.

Una “città” da abitare tra Piazza delle Opere e Arena Cdo

Lo spazio di Compagnia delle Opere sarà articolato attorno a due grandi aree. La Piazza delle Opere sarà dedicata alle testimonianze provenienti dal mondo imprenditoriale, sociale ed educativo: realtà profit e non profit potranno raccontare progetti ed esperienze nate nei territori, mostrando in che modo il lavoro quotidiano possa tradursi in iniziative capaci di produrre valore per le comunità. Accanto alla Piazza tornerà l’Arena Cdo, già protagonista delle precedenti edizioni del Meeting. Sarà il luogo del confronto pubblico con imprenditori, educatori, rappresentanti delle istituzioni, ricercatori ed esponenti della società civile, italiani e internazionali. Al centro degli incontri ci saranno le trasformazioni che stanno attraversando il lavoro, l’impresa e la società e le responsabilità che queste pongono a chi è impegnato nella costruzione di opere e organizzazioni.

Il titolo dell’edizione 2026

“Il titolo dell’edizione 2026 del Meeting di Rimini, ‘L’amor che move il sole e l’altre stelle’, ci provoca anzitutto a una verifica. Per Cdo significa riconoscere che ogni opera autenticamente umana nasce da un’origine più profonda di una semplice efficienza organizzativa. Ciò che muove realmente il lavoro, l’impresa e la vita sociale è sempre un’iniziativa positiva che si traduce in costruzione, responsabilità, cura e desiderio di bene” – sottolinea Andrea Dellabianca, Presidente nazionale di Compagnia delle Opere.

Léon Harmel e l’impresa come responsabilità verso la persona

Tra le proposte centrali della presenza di Cdo al Meeting ci sarà la mostra “Léon Harmel, la profezia di un’impresa”, dedicata alla figura dell’industriale francese che nell’Ottocento sperimentò un modello di impresa fondato sulla dignità della persona, sul coinvolgimento dei lavoratori e sulla costruzione di forme innovative di welfare. La storia di Harmel, sviluppatasi nel dialogo con la riflessione sociale cattolica dell’epoca e con papa Leone XIII, diventa così una chiave per affrontare questioni ancora attuali: il rapporto tra impresa e persona, il significato della partecipazione, la responsabilità dell’imprenditore e la possibilità che una visione ideale incida concretamente sull’organizzazione del lavoro. La mostra è realizzata da Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli ETS e promossa da Fondazione Costruiamo il Futuro e Compagnia delle Opere. È curata da Ubaldo Casotto, giornalista e direttore scientifico della Fondazione Costruiamo il Futuro, e da Francesco Cassese, Change Management Consultant, con il sostegno di Intesa Sanpaolo e Ars Aedificandi.

Quarant’anni da rileggere attraverso le domande di oggi

Il quarantesimo anniversario accompagnerà l’intera settimana attraverso il Manifesto dei 40 anni, pensato per ripercorrere una vicenda iniziata nel 1986 e cresciuta attraverso imprese, opere educative e sociali e iniziative sviluppate in Italia e all’estero. L’obiettivo non sarà tuttavia quello di fermarsi alla memoria di quanto realizzato, ma di mettere questa storia alla prova delle necessità del presente. Da qui le domande che Cdo intende portare al Meeting: quali opere è necessario generare oggi? Che cosa significa costruire un’impresa capace di contribuire a una società più umana? Quale ruolo possono avere il lavoro e le relazioni di fronte ai cambiamenti economici, sociali e culturali? In questo percorso troverà spazio anche l’approfondimento dedicato all’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV, con particolare attenzione al lavoro inteso come vocazione, responsabilità e contributo al bene comune, uno dei temi che da sempre attraversano il confronto promosso da Compagnia delle Opere.

Dall’anniversario a una nuova responsabilità

La partecipazione al Meeting vuole quindi mettere in relazione memoria e futuro. Per Cdo, il passaggio dei quarant’anni diventa l’occasione per domandarsi non soltanto che cosa sia stato costruito, ma quale criterio possa continuare a generare nuove opere e nuove forme di collaborazione. “Nell’anno del nostro 40° anniversario vogliamo mostrare che il lavoro, l’impresa e le opere possono essere luoghi di incontro, corresponsabilità e bene comune. E desideriamo farlo proprio al Meeting di Rimini, di cui siamo partner e nel quale ci riconosciamo pienamente: uno spazio che consente di incontrare esperienze concrete e offre alle imprese un contesto di dialogo qualificato, capace di mettere in relazione esigenze reali, competenze e opportunità di sviluppo. Da quarant’anni come Compagnia delle Opere proponiamo “un criterio ideale, un’amicizia operativa”: un modo di fare impresa e costruire opere che nasce da una visione condivisa e si traduce in collaborazione, relazioni generative e crescita comune” – conclude il Presidente Dellabianca.