Quando si ha un conto corrente può arrivare il momento nel quale si ha la necessità di chiudere lo stesso per svariati motivi tra cui spesso rientrano l’onerosità dei costi di gestione e mantenimento e il maggiore vantaggio economico fornito da soluzioni alternative. Ma cosa è necessario fare per dare seguito a questa intenzione? Proviamo a rispondere a questa domanda, cercando di tracciare una serie di passaggi necessari alla chiusura del conto corrente.
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Come si chiude un conto corrente?
Iniziamo col dire che vanno divisi i casi in cui il titolare di un conto corrente voglia chiuderlo per aprirne un’altro nello stesso istituto di credito da quelli in cui lo stesso titolare intenda, invece, cambiare del tutto l’istituto. Nel primo caso sarà necessario semplicemente inoltrare una richiesta presso la propria filiale, mentre nel secondo occorre provvedere alla chiusura di tutte quante le operazioni definite di pending (assegni non incassati, bollette non ancora addebitate) e trasferire tutte le domiciliazioni (rate di finanziamenti, mutuo, bollette, ordini permanenti di bonifico, pagamenti a gestori telefonici).
Nel momento in cui si chiude un conto è necessario che il titolare restituisca tutte le carte di debito e credito collegate allo stesso, così come il bancomat, il libretto degli assegni e le eventuali chiavi o tessere magnetiche funzionali all’uso dei servizi di cassette di sicurezza. Per quanto riguarda il denaro presente sul conto in chiusura, il titolare potrà riceverlo mediante un assegno oppure potrà vederselo accreditato sul nuovo conto corrente qualora avesse dato disposizioni in tal senso alla nuova banca. Su quest’ultimo punto è bene ricordare che nel passaggio ad un banca terza dopo la chiusura del conto corrente su una banca definibile di origine, sarà il nuovo istituto ad occuparsi di contattare il precedente per istruire i flussi.
Conto corrente, come si chiude?
Chiudere un conto corrente è un’operazione di per se semplice e che non prevede l’applicazione di vincoli di durata e di costi aggiuntivi. Le banche, infatti, possono applicare solo dei costi amministrativi legati alla gestione del conto, come ad esempio il canone annuo, l’imposta di bollo o gli interessi passivi, mediante prelievo in fase di chiusura. In ogni caso, per verificare la presenza di ulteriori costi, è altamente consigliato di controllare cosa prevede il contratto inizialmente sottoscritto con la propria banca.
Trattandosi di denaro è bene sempre tenere in considerazione anche le tempistiche relative alla chiusura e al riaccredito delle proprie somme su un altro conto corrente per evitare di rimanere per un periodo, non calcolato, senza disponibilità economiche. Generalmente le tempistiche medie per la chiusura del conto si aggirano tra i 6 e i 15 giorni lavorativi con partenza dal giorno in cui si è consegnato i moduli di richiesta di chiusura. Stando a quanto stabilito dalla normativa europea del 2015, la tempistica massima dovrebbe mantenersi all’interno dei 12 giorni.
















