INTERCETTAZIONI ROS

Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, di recente ha dichiarato in Parlamento che i reati contro la Pubblica Amministrazione sono “obsoleti“. Il quotidiano La Repubblica si è chiesto allora se sono davvero uno spreco i fondi destinati alle indagini, come intercettazioni telefoniche, trojan e ambientali, o se invece costituiscono un investimento contro la corruzione?

Secondo quanto riporta il quotidiano del gruppo Gedi, i numeri sviluppati da economisti e forze di polizia dimostrano che la corruzione è la più grande “impresa” italiana, pesando circa il 13% del PIL, con un valore stimato di 237 miliardi, stando ai dati elaborati da La Voce.

Quanto ci costano intercettazioni e trojan

Lo scorso anno, si legge su Repubblica, la Guardia di Finanza ha speso circa 200 milioni per le intercettazioni telefoniche, ma ha avviato indagini che hanno accertato danni erariali per oltre 3,33 miliardi. Questa cifra, a parere del giornale romano, rappresenta una spesa relativamente bassa rispetto all’entità dei danni scoperti. L’economicizzazione dei rapporti con le compagnie di telecomunicazioni ha contribuito a ridurre i costi delle intercettazioni, passando da oltre 300 milioni dieci anni fa a poco più di 200 milioni.

Le intercettazioni, dai costi variabili, si rivelano essenziali per indagini su criminalità organizzata, traffico di sostanze stupefacenti e reati contro i colletti bianchi.

Nel 2023, sono stati compiuti circa 70.000 interventi, con 35.651 denunce e 5.766 responsabili segnalati alla Corte dei Conti. Il danno erariale accertato è di 3,33 miliardi di euro, dimostrando l’importanza degli strumenti contro la corruzione.