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Per diventare ingegnere potrebbe presto non essere più necessario affrontare un esame di Stato separato dopo l’università. Laurea e abilitazione sono destinate a entrare nello stesso percorso: la verifica delle competenze professionali sarà integrata negli studi universitari, accorciando la strada che porta dal titolo accademico all’esercizio della professione. La riforma è ormai in una fase avanzata, ma per diventare operativa dovrà completare ancora alcuni passaggi normativi.

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L’abilitazione entra all’università

Il principio è quello già introdotto dalla legge 163 del 2021 per altre professioni: trasformare il percorso universitario in un corso direttamente abilitante. Per ingegneria questo significa superare l’attuale sistema nel quale, dopo la laurea, è necessario sostenere l’esame di Stato per ottenere l’abilitazione. La preparazione professionale sarà invece verificata durante il percorso accademico, anche attraverso una componente pratica.

Il nuovo percorso

La riforma prevede infatti che alla preparazione teorica si affianchi un tirocinio pratico-valutativo, inserito nel corso di studi. Il suo superamento sarà uno dei requisiti per arrivare alla prova finale, che comprenderà anche la verifica delle competenze necessarie per esercitare la professione. In questo modo il conseguimento della laurea e quello dell’abilitazione potranno avvenire contestualmente, evitando un ulteriore esame dopo l’università.

L’iter non è ancora concluso

La novità, però, non è ancora operativa. Secondo quanto emerso al 70° Congresso nazionale degli ingegneri di Trieste, il tavolo tecnico istituito presso il ministero dell’Università e della Ricerca dovrebbe concludere i lavori nel mese di ottobre. Successivamente saranno necessari un Dpr e un decreto ministeriale. L’obiettivo indicato dal Mur è riuscire a far partire il nuovo sistema già dal prossimo anno accademico.

Cosa cambia per gli ingegneri

La riforma interessa 21 classi di laurea e punta a rendere più diretto l’ingresso nella professione, spostando all’interno dell’università una parte della valutazione oggi affidata all’esame di Stato. Nel 2026, intanto, il sistema attuale resta in vigore: il Mur ha regolarmente indetto le due sessioni degli esami di abilitazione, includendo ingegneri e ingegneri junior. Il passaggio alla laurea abilitante avverrà quindi soltanto dopo il completamento dell’iter previsto.