IVA come si calcola

L’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) è un’imposta indiretta sul valore aggiunto di ogni fase della produzione, di scambio di beni e servizi, adottato dal 1986 da diversi Paesi del mondo; l’IVA, infatti, è andata a sostituire l’IGE (Imposta Generale sull’Entrata), per adeguare il sistema tributario italiano a quello degli Stati membri dell’UE, regolamentata dal DPR n° 633/1972.

IVA, cos’è e come si calcola

Sono tre i presupposti dell’Imposta del Valore aggiunto:

  1. Presupposto oggettivo: l’oggetto della prestazione cui si applica l’IVA deve essere una prestazione di beni, di servizi, che oggettivamente sono soggette all’imposta (ad esempio, un trasferimento di beni, come una vendita o una permuta, la trasmissione di diritti reali di godimento come l’usufrutto o locazioni, sia le prestazioni che derivino dal versamento di un corrispettivo).
  2. Presupposto soggettivo: deve essere un soggetto ad erogare le suddette operazioni.
  3. Presupposto territoriale: le operazioni devono avvenire nel territorio dello Stato.

L’Imposta sul Valore aggiunto è da applicare su ogni cessione con obbligo di rivalsa; questo vuol dire che vige l’obbligo del fornitore di addebitare l’IVA al cliente e, successivamente, di versarla allo Stato. L’IVA dovuta è pari alla differenza dell’IVA a debito sulle vendite e l’IVA a credito sugli acquisti.

Questo sistema consente di versare l’imposta soltanto sul valore aggiunto del bene o servizio erogato, cosicché nella produzione e nello scambio, l’IVA sia un’imposta caratterizzata da neutralità e che il professionista non sia mai tenuto a versare un importo senza recuperarlo; il reale pagatore dell’imposta rimane il consumatore finale.

IVA, a quanto ammonta in Italia?

A quanto ammonta l’IVA? L’imposta sul valore aggiunto viene, in genere, calcolata sulle fatture emesse e sulle fatture dovute con l’ammontare che dipende sia dal prezzo del bene, che dall’aliquota. L’aliquota ordinaria è pari al 22%, mentre sono previste due aliquote ridotte una per i generi di prima necessità (pari al 4%) e una per servizi turistici, alimentari ed edili (pari al 10%). Quest’ultime due aliquote sono state introdotte dal legislatore per quei beni e servizi che maggiormente incidono sul costo medio della vita: i beni di prima necessità hanno un’IVA ridotta, quindi, in base a tabelle prefissate imposte dalla legge.

Se è vero che l’IVA si applica all’erogazione di beni e servizi come regola generale, è anche vero che esistono delle operazioni che non sono soggette al tributo; accanto alle operazioni imponibili, quindi, si hanno:

  • Operazioni non imponibili: operazioni che rientrerebbero nel campo di applicazione dell’imposta, ma a cui non è applicata: si tratta di esportazioni, servizi e scambi internazionali (dove verrebbe a mancare il requisito della territorialità).
  • Operazioni esenti: operazioni espressamente esentate dal tributo, o per via del loro carattere sociale, o perché soggette ad altri tributi, ad esempio prestazioni sanitarie, trasporti urbani, gestione di asili, biblioteche, servizi assicurativi, ecc.
  • Operazioni escluse: operazioni che non rispettano i requisiti oggettivi, soggettivi, territoriali dell’IVA.

Il versamento dell’IVA deve avvenire con il modello F24, direttamente on line, utilizzando i servizi telematici bancari.