eredità giacente

Una successione ereditaria può incappare in una serie di ostacoli che ne possono rallentare il passaggio dal de cuius agli eredi. Si fa nello specifico riferimento ai casi in cui non si sa se il primo chiamato all’eredità la accetterà o meno: in tale situazone si è soliti dire che si è davanti ad un’eredità giacente (senza un titolare). Vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta.

Eredità giacente, cosa significa

Iniziamo col dire che si diventa eredi solo dopo l’accettazione di tale status, con il limite massimo per l’approvazione che è fissato a 10 anni dalla morte del de cuius. In questa fase di incertezza, il complesso patrimoniale del defunto è rimasto privo di eredi, a causa di accettazione non ancora avvenuta, ma anche di una loro eventuale irreperibilità o per rinunzia dei medesimi. In questi casi si è soliti nominare un curatore fallimentare, che avrà il principale compito di gestire l’asse ereditario in funzione di tutela del patrimonio.

L’istituto previsto dall’ordinamento italiano per queste situazioni è l’eredità giacente, prevista dagli articoli 528-532 del c.c.. Esso è volto a garantire l’integrità e la conservazione del patrimonio ereditario nel periodo compreso tra l’apertura della successione e l’accettazione da parte dell’erede.

Eredità giacente, il curatore

Abbiamo già accennato in precedenza alla figura del curatore. Prevista dall’articolo 538 del codice civile, viene nominata su istanza delle persone interessate o d’ufficio per decreto del Tribunale ed ha, come detto, il compito di gestire e amministrare il patrimonio del defunto. Con persone interessate si intendono coloro che hanno attenzione al fatto che il patrimonio del de cuius mantenga la propria integrità. Si tratta, generalmente, dei chiamati all’eredità; dei creditori del defunto; di uno o più chiamati all’eredità nel caso in cui qualcuno degli eredi non accetti il suo status; chi ha proposto azioni contro l’eredità; i chiamati di grado successivo.

Con la nomina del curatore si costituisce di fatto l’eredità giacente il che vuol dire che il chiamato all’eredità perde i poteri dei quali godeva in virtù dell’articolo 460 del codice civile. Per la nomina del curatore è necessario presentare un’istanza con ricorso depositato presso la cancelleria del Tribunale che avrà poi il compito di scegliere la figura tra un elenco di professionisti di sua fiducia. Va detto che, generalmente, si tratta di avvocati e commercialisti. Il curatore viene nominato mediante un decreto a cura del cancelliere, con il provvedimento che viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale e inserito nel registro delle successioni, ovvero un documento redatto dalla cancelleria che contiene al suo interno tutti gli estremi degli atti e delle dichiarazioni riguardanti le successioni ereditarie.

Una volta nominato, il curatore ha l’obbligo di effettuare l’inventario del patrimonio ereditario e di svolgere gli atti urgenti e necessari. Qualora una delle persone interessate ravvedesse delle irregolarità nelle procedure precedentemente descritte, ha la facoltà di presentare un reclamo al Tribunale al fine di ottenere una revisione del provvedimento di nomina.