inflazione Usa

Negli ultimi mesi in Italia si sente parlare molto di inflazione come la causa scatenante del forte caro energia e carburante e come il principale dei problemi economici lasciati in eredità dalla pandemia. Ma cos’è esattamente l’inflazione e qual è il suo vero significato? Proviamo a scoprirlo cercando di capire quando si verifica questo scenario e, sopratutto, come è possibile calcolarlo.

Inflazione, il significato

Iniziamo col dare una definizione di inflazione tipica della dottrina economica: si tratta di una particolare situazione caratterizzata dalla generalizzata e continuativa crescita dei prezzi nel tempo. Appare evidente già da questa prima descrizione del significato di inflazione che si tratti di un fenomeno di fondamentale importanza per la vita ordinaria dei cittadini. Il livello dei prezzi infatti condiziona il potere d’acquisto delle famiglie e, di conseguenza, anche il generale andamento dell’economia e le politiche monetarie adottate dalle banche centrali.

Ma come si calcola l’inflazione? Più che di un calcolo vero e proprio si tratta di un confronto fatto tra i prezzi correnti con quelli presenti nell’indice dei prezzi al consumo, un documento solitamente redatto dagli Istituto nazioni di statica dei Paesi, nel caso italiano, dunque, dall’Istat. L’istituto crea alcuni panieri di beni e servizi rappresentativi per i consumi delle famiglie (abbigliamento, prodotti sanitari, alimenti, trasporti, utenze) e, su questi, va a calcolare l’indice di prezzi al consumo. Alla fine della sua attività di ricerca e raccolta dati, l’Istat elabora tre indici dei prezzi al consumo: il Nic, indice dei prezzi al consumo Nazionale per l’Intera Collettività, che misura come sono variati nel tempi i prezzi di beni e servizi acquistati sul mercato per i consumi finali individuali; il Foi, indice dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati, che misura come variano nel tempo i prezzi al dettaglio di beni e servizi correntemente acquistati dalle famiglie di lavoratori dipendenti; l’Ipca, indice armonizzato dei prezzi al consumo, introdotto per permettere una più facile comparazione dell’inflazione a livello europeo.

Data questa prima spiegazione del significato di inflazione, è bene sottolineare che l’incremento medio dei prezzi non ha sempre lo stesso impatto su un sistema economico, ma andrà ad assumere un peso maggiore nel caso in cui l’aumento dei prezzi riguardi soprattutto beni e servizi per i quali i consumatori spendono di più, come ad esempio l’energia elettrica, il cui impatto generale sarà senza dubbio peggiore rispetto ad un aumento dei prezzi dei francobolli o dello zucchero. C’è dunque un peso dato alle abitudini di spesa medie dell’insieme delle famiglie che va ad influire sul calcolo dell’inflazione. Quelli che pesano in maniera decisamente più gravosa sono i generi di uso quotidiano, come alimenti, giornali, benzina; i beni durevoli, come capi di abbigliamento, computer, lavatrici; i servizi, come l’affitto dell’abitazione, servizi di parrucchiera e le assicurazioni.

Inflazione, un esempio

Da quanto fin qui detto se ne ricava che quando l’inflazione sale vi è un generale indebolimento del potere d’acquisto: con un euro si possono acquistare oggi meno beni e servizi rispetto al passato. La moneta ha perso, in questo caso, valore nel tempo e ciò andrà ad influenzare il consumo dei beni e servizi stessi. A titolo d’esempio si immagini una persona che intende acquistare delle caramelle al bar. Fino allo scorso anno le stesse costavano 1 euro, ma, visto il tasso d’inflazione del 2% l’anno, ora il prezzo delle caramelle è arrivato ad 1,02 euro.