Ue embargo al petrolio russo

L’Unione europea è pronta a lanciare il sesto pacchetto di sanzioni economiche contro la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina e l’insorgere di un conflitto che dura ormai da quasi 70 giorni. L’aspetto più importante di questa nuova serie di sanzioni è che andranno ad interessare il petrolio russo, nei confronti del quale l’Ue ha pronto l’embargo totale. Si tratta di un colpo netto all’economia russa, anche se va detto che la decisone europea sarà operativa soltanto tra sei mesi.

Ue, c’è l’embargo al petrolio russo

Ad annunciare le nuove sanzioni è stata la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, che alla plenaria di Strasburgo del Parlamento europeo ha parlato del divieto graduale per l’importazione del petrolio russo, sia via mare che via oleodotto, sia greggio che raffinato. I tempi di compimento di tale intervento saranno graduali e ordinati al fine di “permettere a noi e ai nostri partner di assicurare vie di approvvigionamento alternative e di ridurre al minimo l’impatto sui mercati globali”.

Ecco dunque che per l’eliminazione del greggio russo si prevedono circa 6 mesi, mentre per i prodotti raffinati il termine è la fine del 2022. Ricordiamo, in tal senso, che il mercato del petrolio gode di una maggiore flessibilità rispetto, ad esempio, a quello del gas. Per un Paese importatore, riorganizzare le forniture è dunque decisamente più facile rispetto a quanto avrebbe dovuto fare con il gas. Va detto poi che l’embargo al petrolio russo non colpirà tutti i paesi con la stessa intensità. L’abbandono alle forniture da Mosca graverà infatti in particolar modo per l’Ungheria e la Slovacchia, meno per l’Italia.

Le nuove sanzioni sono attese per il prossimo 9 maggio e, oltre all’embargo del petrolio russo, dovrebbero anche prevedere l’esclusione dal sistema Swift di tre istituti di credito russi molto importanti, tra cui Sberbank, e sanzioni per il capo della chiesa ortodossa, il patriarca Kirill.