Periodo complicato quello che microimprese e Pmi stanno vivendo: alla gestione della pandemia si sono aggiunti nel tempo l’aumento dei costi di approvviginamento delle materie prime, l’energia fra tutte, le difficoltà a reperire manodopera qualificata e la necessità di ripensare e ridisegnare i propri processi produttivi e distributivi. Neppure sul fronte del credito è stata una passeggiata. «Dopo il decimo rialzo dei tassi e una congiuntura che non dà segnali di inversione di tendenza,  l’imprenditore è piuttosto scoraggiato», afferma Davide Galli, Presidente di Confidi Systema!. Preferisce attendere posticipando l’avvio di investimenti e progetti a quando il costo del denaro lascerà maggiori spazi di manovra». Ma quando accadrà? Difficile dirlo, mentre è accertata la situazione di stallo in cui ci troviamo. La restrizione creditizia è confermata da tutti i dati, bollettini della Banca d’Italia o statistiche del Fondo di Garanzia che siano, e ad essa si aggiunge l’avvicinarsi della fine del Quadro Temporaneo di Aiuti (T.C.F.) il prossimo 31 dicembre 2023.

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Difficile aspettarsi un mero ritorno alle regole pre-Covid: vincoli normativi e di bilancio, spinte alla semplificazione operativa, nuove aspettative di copertura e di maggiori sinergie sul territorio unitamente al necessario confronto con la Commissione europea, stanno già alimentando nuove riflessioni e nuove proposte sulle modalità di funzionamento del Fondo di Garanzia dal prossimo 1° gennaio 2024. Comunque finirà anche queste scelte avranno ripercussioni sul credito alle imprese ed in particolare alle Pmi.

Come organizzarsi quindi per supportare le imprese? «Non lasciarle né sole né isolate, strutturando presidi forti e stabili sul territorio, intervendendo là dove molte banche tradizionalmente presenti si sono allontanate chiudendo filiali o modificando il loro approccio relazionale alla micro e Pmi» dichiara Davide Galli. «A questo investimento in presenza professionale fisica e continuativa si accompagna anche un crescente investimento in consulenza e servizi a corredo dell’attività di garanzia e credito diretto. Serve affiancare le imprese per far sì che siano più consapevoli della propria posizione finanziaria e delle proprie prospettive di sviluppo, così da attrarre le migliori opportunità di accesso al credito per affrontare future sfide». Ed è positivo  in questo senso il dato che emerge dall’osservatorio di Confidi Systema!: la domanda di servizi di consulenza cresce, quasi triplicata rispetto al 2022. «Molte imprese ci chiedono aiuto per valorizzare il proprio set informativo, far emergere e sistematizzare dati e informazioni anche già presenti in azienda, perché si sono rese conto che fornire informazioni affidabili e aggiornate produce riflessi positivi sull’accesso a finanziamenti esterni» dichiara Davide Galli. «Abbiamo costruito un’assistenza più completa, non solo finanziaria, ma anche operativa con la redazione di business plan, analisi economico-finanziarie a supporto delle decisioni di imprenditori e amministratori e approfondimenti sulla posizione di rischio attraverso analisi puntuali e monitoraggi periodici dei dati di Centrale rischi. Le nostre imprese devono stare sempre più attente ai flussi di cassa, studiare i numeri gestionali, strutturarsi al meglio, impegnarsi in una giusta ed equilibrata pianificazione della propria posizione finanziaria».

Resta comunque centrale il confronto con banche e partner finanziari per aumentare l’offerta di credito, reperendo sul mercato nuove risorse da canalizzare verso il sistema delle Pmi, crescono le collaborazioni con fintech e fondi di debito attratti dalle potenzialità di crescita, e quindi di remunerazione, delle micro e piccole imprese raggiungibili grazie all’ampia rete di Consulenti Imprese di cui Confidi Systema! dispone.