Stefano Cuzzilla, Presidente di Federmanager - Giuseppe Ricci, Presidente di Confindustria Energia

Diciamolo: non è esattamente un momento rassicurante per il mondo, specialmente se si parla di energia. Già prima dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, infatti, il costo del petrolio e, soprattutto, del gas, avevano iniziato a correre rapidamente. Colpa di un eccesso di domanda nel periodo post-pandemico, quando le aziende erano ripartite dopo lo stop forzato imposto dalla pandemia. Questo nuovo scenario, già di per sé complesso, è diventato estremamente difficile da comprendere dopo il 24 febbraio scorso. Da quel momento, infatti, l’Europa si è resa improvvisamente conto di essere estremamente dipendente dal gas russo e ha cercato una strada per liberarsi dal giogo. Ma non è facile e, come ha ricordato la presidente della Bce Christine Lagarde, fare a meno del gas di Mosca comporta grandi rischi per la crescita economica. Il Def ha già limato oltre un punto percentuale di Pil per il 2022, e c’è il timore fondato che quest’anno possa addirittura portare a un rialzo decimale o, nello scenario peggiore, all’ennesima recessione, la quarta negli ultimi 14 anni.

Per questo motivo, mai come ora è necessaria maggiore cooperazione tra soggetti decisori e parti sociali. D’altronde, in un contesto globale di grande instabilità serve una visione strategica che coinvolga i soggetti di rappresentanza negli indirizzi per la transizione energetica delineati dal Pnrr per garantire la competitività di lungo periodo del sistema produttivo con l’uso responsabile di ogni risorsa e, quindi, la sostenibilità dei processi a tutti i livelli. Urge, oltretutto, una convergenza sulla necessità di perseguire una transizione energetica inclusiva, che valorizzi gli asset industriali e sociali del Paese facendo leva, per i prossimi anni, su investimenti volti alla crescita delle filiere innovative e alla riconversione. Per raggiungere questi obiettivi, al contempo sfidanti e affascinanti, è stato siglato da Confindustria Energia e da Federmanager un protocollo di collaborazione che – come si legge nel documento – “promuova azioni tese ad assicurare la sostenibilità ambientale, economica e sociale dei cambiamenti in atto, stimolando una maggiore integrazione tra le politiche attive del lavoro e le politiche industriali”.

L’intesa, siglata dai presidenti di Confindustria Energia, Giuseppe Ricci, e Federmanager, Stefano Cuzzilla, impegna la Federazione di Confindustria che rappresenta le Associazioni del Comparto Energia e l’Associazione che rappresenta il management delle aziende produttrici di beni e servizi, “a collaborare in modo sinergico – si legge al fine di accrescere l’efficacia di iniziative congiunte volte a sviluppare la cultura su temi connessi all’industria, all’ambiente e al lavoro, nell’ambito delle quali mettere a fattor comune conoscenze, competenze e capacità organizzative”.

Federmanager e Confindustria Energia convengono che la collaborazione debba consistere nello sviluppo coordinato e integrato delle attività di divulgazione, di progettazione e realizzazione di percorsi formativi e di certificazione delle competenze coerenti con le mutate esigenze delle imprese, rivolti alle figure professionali dei “manager della transizione energetica”, e di condivisione e valorizzazione di ricerche condotte dalle parti sulle tematiche di maggiore impatto riconosciuti di comune interesse, riguardanti le politiche di sviluppo del settore dell’energia, l’evoluzione degli scenari energetici, anche di tipo sovranazionale, nel quadro dei cambiamenti climatici e sociali e delle mutate esigenze del mercato. Le due associazioni ritengono fondamentale che le attività siano rivolte a esperti e a più giovani manager al fine di contribuire ad un sistema sociale più inclusivo volto a valorizzare le competenze del presente e accrescere con la stessa visione quelle del futuro chiamate a nuove sfide e opportunità da cogliere.

«Un processo – ha sottolineato Ricci – che avrà come pilastro l’economia circolare con il vantaggio di ridurre ed efficientare i modelli di produzione e il consumo di materia prima. L’Italia potrà giocare un ruolo di leader per competenza tecnologica e know-how verso una transizione ecologica ed energetica inclusiva che guardi all’intera filiera, dalla produzione alla distribuzione di energia tradizionale, rinnovabile e innovativa. E questo sarà possibile valorizzando le competenze del presente e accrescendo quelle del futuro, chiamate a nuove sfide e opportunità da cogliere. Innovazione e digitalizzazione sono le parole chiave, ma è necessario assicurare a lavoratrici e lavoratori competenze (hard e soft skills) e modelli organizzativi smart e orizzontali».

«L’elemento fondamentale – ribadisce Cuzzilla – sarà l’inserimento di specifiche figure professionali nelle Pmi con l’obiettivo di avviare una profonda revisione ed innovazione dei modelli di produzione, distribuzione e consumo per salvaguardare la competitività dei comparti industriali. La progettazione e la realizzazione di percorsi formativi e di certificazione delle competenze coerenti con le mutate esigenze delle imprese è il focus della nostra intesa, i “manager della transizione energetica”, formati al cambiamento, contribuiranno infatti alla crescita del processo di innovazione guidando e motivando le risorse nell’applicazione dei nuovi modelli organizzativi, consentendo così una maggiore competitività delle aziende oltre al maggiore coinvolgimento dei lavoratori».

Per Federmamager e Confindustria Energia, inoltre, le imprese dovranno assicurare alle persone, lavoratori e lavoratrici, competenze sempre più dinamiche per sentirsi parte e contribuire ai cambiamenti del business dell’azienda.

Non va dimenticato, oltretutto, che l’Unione europea ha assunto il ruolo di leader a livello mondiale nella lotta ai cambiamenti climatici prevedendo nel tempo ambiziosi obiettivi di efficientamento dei modelli di produzione e di consumo, riconoscendo altresì la priorità di assecondare i tempi di trasformazione e di cambiamento per una transizione ecologica ed energetica inclusiva e che non lasci indietro nessuno.