I numeri non mentono mai e quelli di Lexus dicono che lo scorso anno, come da sempre, in Italia è stata surclassata non solo dai marchi tedeschi che vendono dieci volte di più, ma anche dalla disgraziata Alfa Romeo reduce da anni di investimenti ridotti al lumicino, con due soli modelli. Il marchio premium di Toyota, che di modelli ne ha una decina in listino, negli Usa e a livello globale gareggia alla pari con i concorrenti, ma in Europa galleggia nel suo brodo come se fosse una nicchia a sé. Cosa le manca? All’apparenza nulla e salendo sulla Lexus Nx questa sensazione viene confermata.

Forse le linee sono un po’ troppo aggressive, ma la qualità degli interni è ottima e c’è tutta la tecnologia di cui si ha bisogno, a cominciare da un touchscreen ad alta definizione da 14 pollici, fino alla trazione integrale e alla terza generazione di Lexus Safety System+ con sistemi di sicurezza attiva e di assistenza alla guida. Sulla NX c’è poi il primo sistema che combina il nuovo sistema di apertura porte e-latch con il Blind Spot Monitor dell’auto e aiuta a evitare incidenti causati dall’apertura delle porte sulla traiettoria di veicoli, biciclette e motociclette. Forse, al cambio Cvt a variazione continua del rapporto di trasmissione, simile a quello adottato comunemente sugli scooter, è necessario farci l’orecchio, perché il motore non suona nella maniera in cui siamo abituati, ma non è grave se si raffronta con un’affidabilità conclamata dalle classifiche internazionali e con una assistenza top delle Lexus. Nell’allestimento Premium, quello meno ricco, la Nx dispone di serie un equipaggiamento molto completo con cerchi in lega di 18”, fari Bi-Led con un sistema che controlla la luce in funzione delle condizioni stradali,  rivestimento dei sedili in pelle Tahara con supporto lombare a due vie, sedili anteriori riscaldabili, smart entry con apertura e chiusura del portellone.

Il modello di punta Nx 450h+ è il primo ibrido elettrico plug-in di Lexus e ha 309 cavalli, emissioni di CO2 combinate tra 22 e 25 g/km, autonomia di guida combinata Ev fino a 76 chilometri che nel ciclo urbano arrivano fino a 98. L’ibrida plug-in conserva sempre una parte della carica della batteria e quando non è più possibile muoversi solo in elettrico, diventa una full hydrid a tutti gli effetti mantenendo bassi, specie in città, i consumi di carburante e le emissioni. Insomma, il motore non funziona mai soltanto a benzina, come accade nelle altre ibride plug-in.

È una caratteristica unica, ma data quasi per scontata da Lexus e che nella mente di un cliente italiano non contribuisce a rispondere alla fondamentale domanda: perché comprare una Lexus? Dalle nostre parti Toyota non riesce a far confluire, almeno in parte, la propria fama, il proprio brand awareness, sul marchio di prestigio dell’azienda giapponese. La filosofia di porre l’uomo al centro fa presa probabilmente sui clienti che già hanno posseduto una Toyota, sono stati soddisfatti e vogliono passare a una vettura premium, ma non attira nuovi compratori su Lexus. Anche i nomi dei vari modelli, scelti, peraltro, molto lontano da Roma e per un mercato mondiale, non contribuiscono alla notorietà del marchio o alla riconoscibilità delle vetture: Nx, Ux, Rx, oppure Es, Lc, Ls, anche se sono le sigle di auto che in metà dei casi sfiorano o superano ampiamente i 100 mila euro di listino, non sono certo facili da ricordare e da associare a un’auto. E se nessuno sa che hai comprato un’auto prestigiosa, si perde metà del gusto di averla.