Il colosso automobilistico giapponese Toyota ha annunciato di aver venduto un numero quasi record di auto nell’ultimo anno, ma la casa automobilistica avrà bisogno di molte altre pillole di successo per superare l’inverno rigido che l’attende.

Ma andiamo con ordine. Le vendite di Toyota sono salite alle stelle: l’azienda ha venduto quasi 9,5 milioni di auto nell’ultimo anno finanziario. Ha anche registrato il più alto profitto operativo di sempre per un’azienda giapponese, grazie a una formula di riduzione dei costi che ha battuto la concorrenza. Ma il passato è passato: la casa automobilistica ritiene che quest’anno i prezzi delle materie prime raddoppieranno rispetto all’anno scorso, quando erano già ai massimi storici. Questo, secondo la casa automobilistica, trascinerà giù i profitti del 20%, anche se prevede di vendere il 13% di auto in più e di continuare a beneficiare dell’indebolimento dello yen. Se Toyota è nota per le sue previsioni prudenti, questa è stata una vera e propria repubblica: gli investitori hanno fatto crollare le sue azioni del 6%.

L’acuto pessimismo di Toyota è rispecchiato dagli analisti del settore, che hanno messo in guardia sui rischi per le case automobilistiche nei prossimi 12 mesi. La società di ricerche di mercato IHS Markit ha rivisto al ribasso le sue previsioni sulla produzione globale di veicoli per due volte in altrettanti mesi, sulla base di fattori quali la guerra in Europa, le conseguenze delle chiusure cinesi e la languente ripresa dei microchip. Gli analisti di Jefferies, invece, sostengono che l’inflazione ancora elevata e l’imminente rallentamento della crescita economica globale potrebbero scoraggiare del tutto gli aspiranti acquirenti di auto. Ci sono già segnali che indicano che gli automobilisti cinesi si stanno allontanando: i dati pubblicati questa settimana mostrano che le vendite di auto nel più grande mercato del mondo sono scese del 36% il mese scorso rispetto allo stesso periodo del 2021 (tweet). Questo succede quando si bloccano i centri di produzione automobilistica come Shanghai, fermando la produzione e tenendo gli acquirenti fuori dagli showroom…