Default Russia
Vladimir Putin, President of the Russian Federation

L’export italiano dimezza le esportazioni in Russia a causa delle sanzioni per la guerra in Ucraina. Il crollo è del 50,9% per effetto delle sanzioni e delle difficoltà conseguenti  alle tensioni sul commercio internazionale, unite alla svalutazione del rublo e alle difficoltà nei pagamenti.

La preoccupazione di Coldiretti

A lanciare l’allarme è Coldiretti, che nel report sul commercio estero, pubblicato dalla Provincia di Como, spiega come in base ai dati Istat del mese di marzo si evidenzi anche un aumento del 158,2% delle importazioni in Italia da Mosca. Tra i prodotti alimentari che più si vendono in Russia ci sono il vino e gli spumanti, per un valore di 150 milioni di euro, il caffè per 80 milioni e l’olio d’oliva per 32 milioni. Non manca la pasta che nel complesso vanta un volume d’affari di 27 milioni di euro.

LEGGI ANCHE:Nuove sanzioni alla Russia: quali sono e i rischi per l’Italia

L’anno era cominciato bene

Il 2022 si era aperto per l’export italiano con il segno positivo a fronte di un leggero calo nelle annate precedenti. A gennaio 2021, prima dell’inizio della guerra in Ucraina la cifra era di 428 milioni di euro, mentre nel 2022 il primo mese segnava 542 milioni di euro. A fare da traino proprio i prodotti alimentari, passati dai 346 milioni del 2019 ai 425, secondo i dati dell’osservatorio mercati esteri del governo italiano. Risultavano negli ultimi anni, invece, in calo i prodotti dell’agricoltura, della pesca e della silvicoltura.

Un piccolo calo dei prezzi

Notizie positive arrivano intanto dall’indice dei beni alimentari.  L’indice dei prezzi dei beni alimentari calcolato dalla Fao si è leggermente ridotto ad aprile, dopo aver toccato il suo massimo storico a marzo. L’indicatore si è attestato a 158,5 punti, contro i 159,7 del mese precedente, aiutato nella discesa dal raffreddamento costo di oli vegetali e cereali. Nonostante la marginale discesa l’indice resta in crescita del 29,8% su base annua.