sanzioni alla Russia rischi Italia

I tragici fatti di Bucha hanno portato ad un nuovo pesante pacchetto di sanzioni alla Russia da parte della Commissione Europea, con gli interventi che prevedono un embargo totale al carbone russo e un blocco alle navi che battono bandiera russa nei porti dell’Ue. È stato inoltre previsto lo stop del trasporto dei tir russi e bielorussi con l’eccezione, così come anche nel caso delle navi, dei mezzi che trasportano prodotti alimentari, derrate agricole, farmaci e i trasporti a fini umanitari. Si allunga, inoltre, la lista dei soggetti russi sanzionati dall’Unione Europea e della Gran Bretagna: si tratta di oligarchi, importanti uomini d’affari e familiari dei politici. Come impattano queste nuove sanzioni alla Russia sull’Italia e quali sono i rischi per il nostro paese?

Nuove sanzioni alla Russia, i rischi per l’Italia

Iniziamo col dire che l’embargo europeo alla Russia è rivolto solo ai combustibili fossili, al carbone nello specifico, e questo ha un impatto limitato sull’economia italiana. Molto diverso sarebbe stato invece un fermo al gas che proviene da Mosca, visto che l’Italia – così come altri paesi del Vecchio Continente – è fortemente dipendente dalla Russia.

L’Italia produce internamente il 4% del carbone, principalmente nelle quattro centrali dell’Enel di Brindisi, Civitavecchia, Fucina e Portovesme. Rispetto alla produzione di queste quattro centrali, l’export del carbone russo corrisponde al 25%, ma tale percentuale potrà essere sostituita con le importazioni da altri paesi, quali ad esempio il Sudafrica. Naturalmente ci saranno delle modifiche al rialzo dei prezzi del combustibile fossile, con i maggiori problemi che potrebbero verificarsi nelle acciaierie.

Maggiori preoccupazioni riguardano invece il blocco alla logistica, soprattutto per l’import di legno e l’export dei prodotti made in Italy in Russia. Su quest’ultimo aspetto va sottolineato che, al di là delle sanzioni, i consumatori russi avrebbero mostrato in questo periodo di conflitto una minore propensione all’acquisto dei prodotti italiani.

Se bloccano i trasporti russi, da noi aumenterà la benzina

Decisamente più complesso da gestire appare, poi, il blocco dei trasporti ai tir e alle navi russe. Secondo una ricerca di SRM, il centro studi collegato al gruppo Intesa Sanpaolo, il solo interscambio via mare tra Italia e Russia varrebbe circa 7,3 miliardi di euro un totale di oltre 220 miliardi. Inoltre, come riferito dal presidente di Figisc Confcommercio Bruno Bearzi, lo stop ai trasporti avrà come conseguenza diretta un ulteriore aumento del prezzo della benzina. Le sanzioni dunque colpiscono certamente la Russia, ma hanno anche delle ripercussioni – ancora per fortuna limitate – su determinati settori dell’economia Italia.