Golden Power cosa significa

Il golden power è uno strumento normativo con il quale lo Stato italiano impone una serie di obblighi a chi intende acquisire un’azienda italiana. Introdotto per la prima volta nel 2012 con il Decreto Legge n.21/2012 – andando a sostituire una precedente normativa simile, la golden share -, ha subito nel corso degli anni diverse modifiche, sempre volte a rafforzare il potere di controllo dello Stato su beni e risorse materiali e immateriali considerati di importanza strategica per l’Italia. Vediamo dunque più nel dettaglio cosa significa golden power e cosa prevede l’attuale normativa.

Golden Power, cosa significa

Tra i principali obblighi imposti dalla Stato grazie al golden power c’è la notifica alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel caso in cui le operazioni di fusione o acquisizione siano suscettibili di influenzare beni e risorse di importanza strategica per il Paese. Il governo, inoltre, gode di poteri speciali che gli consentono di imporre prescrizioni a tutela dell’interesse nazionale o, nei casi più estremi, di bloccare eventuali operazioni dannose. Vi è poi la possibilità, da parte dello Stato, di indicare condizioni specifiche all’acquisto di partecipazioni e di opporsi a talune delibere aziendali.

Come detto in precedenza, dal 2012 il golden power ha subito delle sostanziali modifiche, volte a rafforzare il potere della normativa. Nel 2019, ad esempio, è stato ampliato l’esercizio dei poteri speciali anche alle reti di telecomunicazione elettronica a banda larga con tecnologia 5G. Più di recente, il governo ha deciso di inalzare ancora una volta lo scudo proponendo due emendamenti – al voto in Senato in queste ore – volti a tutelare gli asset strategici nazionali in questo periodo di forte squilibrio economico.

Il primo emendamento prevede che per la costituzione di nuove imprese in settori strategici come difesa e sicurezza, energia, trasporti, comunicazioni (5G e cloud), quando soci extra-Ue – come cinesi o russi – detengano almeno il 10% del capitale, venga fornita una notifica alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel secondo, invece, è prevista un’estensione del golden power a tutte le procedure per affidare le concessioni nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni. Si tratta, più nel dettaglio, di impianti idroelettrici, porti, aeroporti e autostrade.

I due emendamenti fanno seguito al decreto taglio prezzi di fine marzo 2022, con un rafforzamento dello scuso nei sopracitati settori strategici anche grazie all’istituzione di un nucleo di valutazione e analisi composto da dieci persone presso la Presidenza del Consiglio.