I giovani in fuga dal lavoro pubblico e dal posto fisso. Addirittura rifiutano il concorso quando lo vincono. Fino a pochi anni fa non sarebbe mai successo, ma nelle ultime settimane si sta registrando un’inversione di tendenza inaspettata. È Antonio Naddeo, presidente dell’Aran, l’ente che si occupa della contrattazione per la pubblica amministrazione a  spiegare come gli uffici  statali e comunali debbano rendersi più appetibili, magari con degli open day riservati a scuole e università, ma soprattutto a dare una spiegazione a questo fenomeno, che vede molti giovani in fuga dal lavoro pubblico. «Dopo 30 anni di blocco delle assunzioni – spiega – si sono aperti tantissimi concorsi pubblici e c’è chi si iscrive a più di uno di questi. Quando poi se ne vincono più di uno è normale scegliere quello più vicino a casa o quello che offre maggiori vantaggi Non credo sia una questione soltanto di trattamenti economici. Non penso che nel privato  si guadagni molto di più o si stia particolarmente bene. Forse i giovani dovrebbero conoscere di più la  pubblica amministrazione.  Penso che con una certa frequenza si potrebbe organizzare una giornata aperta ai giovani per permettere loro di vedere come funzionano enti come l’Inps o le Asl. Ce ne sono alcuni che non hanno nulla da invidiare come tipo di lavoro alle società private». Negli ultimi mesi diversi ministeri, tra i quali il  Mef e il Demanio  hanno dato la loro disponibilità a ospitare degli studenti e dei giovani.

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In arrivo il nuovo contratto nazionale

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In merito al trattamento economico  e lavorativo in questi giorni è  in  via di rinnovamento il contratto nazionale della Funzione Pubblica. «Ci sono tre parole chiave alla base – dice Naddeo – Innanzitutto dobbiamo partire dal capitale umano nel cambiare l’ordinamento professionale all’interno del contratto. E poi dobbiamo occuparci dell’organizzazione e della regolamentazione del lavoro agile. Quest’ultima novità rappresenta una vera e propria innovazione nel nostro ordinamento perché stiamo introducendo la regolamentazione del lavoro agile. Infine vogliamo valorizzare la formazione  che diventerà uno dei criteri che regolamenterà la gratificazione del personale».