Il contratto nazionale delle funzioni centrali è stato firmato ieri ed è il primo che disciplina a livello collettivo il lavoro a distanza. «Il contratto delle funzioni centrali – spiega il segretario nazionale della funzione pubblica Florindo Oliverio – che comprende il personale di ministeri, enti pubblici non economici, Inps, Inail e agenzia delle entrate, è il primo esempio di lavoro a distanza disciplinato da un contratto nazionale. Viene in questo modo regolamentato sia il lavoro agile, che non ha tempo né luogo, ma procede a finalizzazioni, che quello da remoto che ha vincoli di tempo. Nel primo caso si investe sulla qualità del rapporto tra lavoratore e amministrazione. Si tratta da entrambe le parti di un investimento concreto sulla responsabilità, ma sono previsti dei vincoli di tutela. Esiste ad esempio una fascia di “contattabilità”, che è diversa dalla reperibilità, perché se il dipendente è impiegato in un’altra mansione no deve abbandonarla. Oltre una certa ora non può essere contattato in nessun modo».
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La sicurezza è garantita
Chi invece lavorerà a distanza avrà comunque vincoli di orario, avrà diritto alla disconnessione, ma ci saranno forme di controllo. Nel caso del lavoro agile i protocolli di sicurezza saranno in capo al lavoratore, che dovrà dotarsi di strumenti adatti a tutelare la propria salute, come sedie e scrivanie ergonomiche, e relazionare l’amministrazione in merito con apposite schede. Al contrario nel caso di lavoro a distanza toccherà al datore di lavoro fornire gli strumenti adatti. «Il trattamento economico- continua Oliverio – sarà deciso in fase di contrattazione integrativa». Una piccola vittoria dal punto di vista economico è già arrivata, perché il contratto 2019-2021 è stato chiuso con un aumento del 4%, che porta alcuni funzionari dei ministeri a ricevere un conguaglio di circa 4mila euro. Piena soddisfazione è stata espressa anche dal ministro della funzione pubblica Renato Brunetta: «La firma definitiva all’Aran del nuovo contratto per il comparto funzioni centrali, apripista per tutti gli altri, rappresenta un traguardo importante che mi rende orgoglioso, innanzitutto per il suo alto valore simbolico: riconosce al capitale umano pubblico la centralità che gli spetta e che ha largamente dimostrato durante i mesi più drammatici della pandemia, garantendo la tenuta dei servizi e della comunità. Gli aumenti e gli arretrati in arrivo rappresentano una boccata d’ossigeno per i lavoratori, in un momento caratterizzato da un generalizzato aumento dei prezzi».
















