L’Occidente si prepara a fare a meno dell’energia russa: come emerge dal G7 di ieri. E la pace sembra più lontana. Quanto emerge dal comunicato rilasciato dopo il G7 di ieri è una strategia di lungo corso per trovare fonti alternative a quelle russe.
Eliminare la dipendenza energetica dalla Russia
“Ci impegniamo a eliminare gradualmente la nostra dipendenza dall’energia russa, anche eliminando gradualmente o vietando l’importazione di petrolio russo”. Lo si legge in un passaggio del comunicato diffuso dalla Casa Bianca al termine del G7 virtuale sull’Ucraina”.
“Il nostro pacchetto senza precedenti di sanzioni coordinate ha già ostacolato in modo significativo la guerra di aggressione della Russia – sottolineano i paesi del G7, annunciando che – continueremo a imporre costi economici severi e immediati al regime del presidente Putin per questa guerra ingiustificabile”. Per quanto riguarda lo stop all’energia russa: “Ci assicureremo di farlo – si legge – in un modo tempestivo e ordinato, che dia al mondo il tempo necessario per assicurarsi forniture alternative. Nel farlo, lavoreremo insieme e con i nostri partner per garantire forniture energetiche globali stabili, sostenibili e prezzi accessibili per i consumatori, anche accelerando la riduzione della nostra dipendenza globale dai combustibili fossili”.
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Oltre al fronte energetico, il G7 intende adottare “misure per vietare la fornitura di servizi chiave da cui dipende la Russia”, continuare ad “agire contro le banche russe” e proseguire negli “sforzi per respingere i tentativi del regime russo di diffondere la sua propaganda”. Il Gruppo dei 7 s’impegna anche a “imporre sanzioni a ulteriori individui”.
In arrivo altre sanzioni per la Russia
Sul fronte economico i potenti della terra, riunitisi con il presidente della Repubblica Ucraina, sembrano decisi e non mollare la politica di restrizioni nei confronti della Russia, che oggi si prepara a festeggiare i 77 anni dalla sconfitta del nazismo con una parata, che nelle intenzioni del presidente Putin in un primo periodo era programmata nelle repubbliche autoproclamate del Donetsk e del Donbass, che sono il principale scenario nel quale si sta svolgendo la guerra.
















