Quasi 25 milioni di tonnellate di cereali, tra grano, mais e altri prodotti bloccati nei
magazzini ucraini in attesa di essere spediti. È la denuncia che ha sollevato oggi la Coldiretti  basandosi sui dati del World Food Program, commentando la dichiarazione dei leader del G7 che chiedono alla Russia di porre fine al suo blocco e a tutte le altre attività che impediscono la produzione e l’esportazione di cibo dell’Ucraina, in linea con i suoi impegni internazionali.

Italia senza mais, grano e proteine per gli animali

Secondo la Coldiretti l’impatto del blocco «è devastante sugli approvvigionamenti di numerosi Paesi in via di sviluppo ma anche su quelli ricchi. L’emergenza – rileva l’associazione presieduta da Ettore Prandini – sta innescando un nuovo cortocircuito sul fronte delle materie prime anche nel settore agricolo nazionale che ha già sperimentato i guasti della volatilità dei listini in un Paese come l’Italia che è fortemente deficitaria in alcuni settori ed ha bisogno di un piano di potenziamento produttivo e di stoccaggio per le principali commodities, dal grano al mais fino all’atteso piano proteine nazionale per l’alimentazione degli animali in allevamento per recuperare competitività rispetto ai concorrenti stranieri». L‘Ucraina, ricorda infine la Coldiretti, è uno dei principali produttori ed esportatori e nel mondo esporta il 10% del frumento tenero destinato alla panificazione per un totale di oltre 18 milioni di tonnellate ma anche il 15% del mais per oltre 27 milioni di tonnellate.