SYNGENTA SOCIETA AGROINDUSTRIALE SETTORE AGRICOLO ESTERNO SEDE

Con 70 mila produttori e oltre 2 milioni di ettari coltivati, non v’è dubbio che l’Italia sia uno dei Paesi europei leader dell’agricoltura biologica. Ecco perchè le frasi di Erik Fyrwald, Ceo del colosso agrochimico svizzero, Syngenta, stanno alzando un polverone nel nostro Paese.

Fyrwald: stop bio, servono rese produttive maggiori

«Il biologico promuove il consumo di terra perché richiede superfici più grandi e danneggia anche il clima, poiché i campi vengono solitamente arati, il che aumenta le emissioni di CO2» queste le dichiarazioni che Fyrwald ha rilasciato alla NZZ am Sonntag, chiedendo un riorientamento dell’agricoltura. Secondo il Ceo di Syngenta – un gruppo specializzato, tra le altre cose, nella produzione di prodotti fitosanitari e sementi e che nel 2017 è stato rilevato dal gigante cinese ChemChina – i paesi ricchi avrebbero dunque l’obbligo di aumentare la loro produzione agricola per evitare una catastrofe mondiale.

«Le rese dell’agricoltura biologica possono essere inferiori fino al 50% a seconda del prodotto», ha affermato Fyrwald, «la conseguenza indiretta è che le persone muoiono di fame in Africa, perché noi mangiamo sempre più prodotti bio». In sintesi, per il dirigente della multinazionale con sede a Basilea, di fronte alla minaccia di una crisi alimentare globale provocata dalla guerra in Ucraina «è necessario rinunciare all’agricoltura biologica per ottenere rese produttive maggiori».

Coldiretti: da Syngenta “parere interessato”

Malgrado Syngenta produca pesticidi e sementi geneticamente modificate, Fyrwald afferma di non opporsi all’agricoltura biologica per favorire gli interessi del suo gruppo. Ma le sue parole non sono state prese granchè bene in Italia e a finire all’indice è stata propria l’azienda. Sentite cosa ha dichiarato oggi la Coldiretti in una nota: «L’attacco della multinazionale Syngenta colpisce direttamente l’Italia che è leader europeo nel biologico».

Il presidente della più importante associazione di rappresentanza agricola italiana Ettore Prandini non ha usato giri di parole: «Occorre lasciare agli imprenditori la libertà di decidere cosa produrre sulla base dei propri interessi e della domanda dei consumatori. Viviamo in una economia di mercato dove a decidere cosa produrre non può essere di certo la cinese Syngenta.

Secondo la Coldiretti quello di Fyrwald sarebbe «un parere interessato» visto che si tratta del massimo esponente della multinazionale del settore agro-industria, specializzata nella produzione di mezzi tecnici per l’agricoltura e nelle attività nel campo delle sementi «acquistata nel 2017 per 43 miliardi di dollari dal colosso cinese ChemChina, il quale nel frattempo si è unito con Sinochem, dando vita a una holding petrolchimica da 150 miliardi di dollari» e visto che il parere arriva, sostiene l’associazione presieduta da Prandini, «dopo il tentativo fallito dalla multinazionale cinese di acquisire in Italia la Verisem».

L’Italia leader sul bio non vuole passi indietro 

Nel frattempo, l’Italia poco più di due mesi fa ha dato il via libera alla legge sul biologico e oggi i prodotti bio finiscono nel carrello della spesa di quasi due italiani su tre (64%) con le vendite totali che negli ultimi 10 anni sono più che raddoppiate tanto che nel 2021 hanno sfiorato il record di 7,5 miliardi di euro di valore, tra consumi interni ed export.

«Oggi l’agricoltura italiana è la più green d’Europa, con 316 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 526 vini Dop/Igp, 5333 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, ha la leadership nel biologico e nella biodiversità ma anche il primato della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari. L’Italia – conclude Prandini – non può accettare passi indietro sulla sicurezza alimentare e l’aumento quantitativo delle produzioni deve essere ottenuto salvando aziende e stalle».