Anche le fasi storiche dotate di poco ‘senso,’ se interpretate come punti di ripartenza, concedono spazi per una riflessione (e una azione) che induce a guardare “oltre”. È successo per molte delle nostre “certezze”, o abitudini, trasformatesi o addirittura venute meno a causa delle ‘ondate’ pandemiche che hanno condizionato e mutilato ogni forma di condivisione e manifestazione culturale e artistica.
Eppure, in totale controtendenza, c’è chi riparte. Da sud. Dalla “periferia” dell’impero, da quella Pozzuoli, a due passi da Napoli, famosa per le solfatare e per aver dato i natali alla grande Sofia Loren. Qui, Leonardo Acone, professore di Letteratura per l’infanzia e Storia della scuola presso l’Università degli Studi di Salerno e pianista attivo da decenni sulla scena nazionale ed internazionale, ha dato vita nel pieno della crisi pandemica ad un progetto culturale di “risalita”.
Nel 2021 ha dato vita al Centro culturale “Giuseppe Acone” (dedicato al grande pedagogista e padre del promotore dell’iniziativa) nel quale è accolta un’intera biblioteca che contiene tutti i titoli appartenuti all’insigne studioso che al pari di giganti come Jacques Maritain (anzi, prendendone idealmente il testimone) ha caratterizzato la filosofia dell’educazione degli ultimi cinquant’anni nel nostro paese ed in Europa.
Giovani intellettuali, studenti, o semplici curiosi riempiono la struttura in cerca di risposte. Tra le pagine di un libro. Tra le definizioni di un’enciclopedia. Cose lette e mai ascoltate. Perché il territorio, qui, è stato (e forse lo è ancora) avaro di risposte.

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Ogni mese una presentazione di un libro, un seminario, un’occasione di approfondimento che sarà scelto tra quelli proposti dai ragazzi che frequentano il centro. “Questa è la vera rivoluzione – afferma Acone – sembra una cosa banale, ma non lo è affatto. Cerchiamo di seguire le attitudini dei ragazzi e poi allargarle ad altri saperi. Li ascoltiamo, perché a queste latitudini suona quasi come il riscatto da un diritto negato. Offriamo una alternativa di crescita e, se non è concedere troppo al nostro impegno, di salvezza. Ancor di più, in un contesto in cui, a parte lo sport, non abbondano le alternative”.
E poi, adiacente, una sala concerti. Qui, l’intitolazione è alla professoressa Angela Maria Pace, moglie del compianto pedagogista e donna di lettere ed arti. Vicini nel nome, stretti in un ideale e infinito connubio che trae ulteriore senso da note e parole. Decine di posti a sedere circondati da quadri d’autore e testimonianze culturali di ogni tipo. Una iniziativa che suona come una risposta che è stata fornita ad una domanda che nessuno ha mai posto.
Perché? “Perché ogni cosa parte dalla conoscenza. Dal sapere, dallo studio e dalla riflessione sulla contemporaneità – spiega ad Economy, Leonardo Acone – che è l’unico modo per risalire. Per restituire senso e vitalità alle nostre esistenze il cui cammino si poggia su fondamenta fragilissime, come abbiamo visto dalle recenti crisi pandemica e ucraina”. Operazioni da visionario. Da “chi ci crede”, insomma. Un’espressione che della prima è sinonima. E non è una corsa solitaria quella di dare risposte a un territorio ricco di mille contraddizioni. “Nel progetto è coinvolta la ‘famiglia d’arte’ Sellitto, che da anni opera in ambito musicale con l’Associazione Abbazia Studios. Tra di noi è nato subito un dialogo foriero di possibilità. Ci siamo ritrovati sul tema della centralità del nostro territorio e, di conseguenza, di chi lo vive”, continua il professor Acone. Da queste parti, il nome Sellitto significa più di qualcosa. Gennaro, maestro di canto e figlio di una virtuosa fusione tra studi classici e rock progressivo; Giovanni, polistrumentista e pianista raffinato; Placida Vanorio, maestra di coro ed insegnante di lungo corso sono i compagni di viaggio di un percorso che si muove su direzione e con prospettive diverse. D’avanguardia.


Da un anno, i saloni dell’Associazione Abbazia Studios si sono “allargati” spalancando la porta a mondi diversi che diventare il Centro Culturale Abbazia, e la sfida diviene lavoro, proposta, iniziativa reale.
Il risultato? In pochi mesi, tutto si realizza all’insegna di una sinergia senza precedenti. Non soltanto il centro culturale inizia ad accogliere studiosi, scrittori, musicisti, istituzioni politiche e culturali, ma la prospettiva di sviluppo arriva a realizzarsi in tutti i sensi. Giovanni Sellitto, infatti, negli stessi locali inaugura la scuola di musica Abbazia Studios, con corsi di pianoforte, violino, batteria, canto, sassofono, chitarra e con due tra le migliori sale prova del territorio, a disposizione di musicisti professionisti e di quanti sono ansiosi di vivere esperienze artistiche e musicali per puro diletto. “Tutti i giorni – prosegue il docente universitario – il centro Culturale o gli Studios sono frequentati da giovani. Sfidando la crisi, la pandemia, le difficoltà di un vissuto spesso avaro di prospettive. E i progetti che partiranno questa primavera sono ancora più ambiziosi: vogliamo trasformare l’Associazione Culturale Abbazia Studios, la scuola di musica e il Centro Culturale Abbazia in centri di cittadinanza attiva in cui, però, il cambiamento è promosso attraverso la diffusione della cultura”. Al territorio bisogna offrire una prospettiva concreta di dialogo e sviluppo, all’interno di un rapporto di senso e di cittadinanza contro ogni forma di omologazione e di appiattimento. E poi? “La stagione sarà inaugurata da un concerto di giovani talenti, una MasterClass di chitarra, la presentazione di due romanzi ed una lezione concerto che terrò io stesso. Cultura, lettere, musica, arti e…impresa. In questo Sud ‘capovolto’ l’Italia può e deve necessariamente rispecchiarsi e riconoscere le sue migliori inclinazioni.

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Marco Onnembo
Nato a Eboli nel 1976, è un dirigente d’azienda e giornalista. Laureato in Scienze della Comunicazione si è specializzato in Marketing presso la Wharton School di Filadelfia e la Graduated School of Business di Chicago. Ha collaborato con numerose testate giornalistiche, quali Affari & Finanza, la Repubblica, Panorama, Economy, Radiocor - Il Sole 24 Ore. Negli anni, ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità in importanti gruppi quali Finmeccanica, Guru, Ferrari, Telecom Italia. Ora è autore della rubrica “La Prima Volta” nel programma “Terza Pagina” in onda su Rai 5 e Rai 3 collabora con Il Sole24Ore, con Economy e cura la rubrica “Movies&Dreams” per il programma Settima Arte in onda su RTL 102.5 news. Ha esordito nella narrativa con il romanzo La prigione di carta (Sperling & Kupfer, 2020).