Un nonno di Locorotondo, alpino, il servizio di leva a Merano. Lì le vacanze con la famiglia e la neve, la passione per lo sci che nasce sulle alture dello Stelvio. Tutto quel bianco che rimane negli occhi e nel cuore. No, non può essere solo una passione. Rino Petino apre con suo padre il primo negozio di articoli sportivi e sciistici: Petino Sport. A Locorotondo, in Puglia, in una terra accarezzata dal sole, dove l’estate sembra infinita, dove ogni occasione è buona per andare al mare e dove anche l’inverno non pare tale con le sue temperature miti. Sembra quasi un controsenso, ma non lo è perché il negozio va. Inizia da qui, 45 anni fa, la storia di Rino Petino, raccontata dal figlio Francesco, e le prime collaborazioni con la Manifattura Mario Colombo, Colmar, Lacoste e poi nel 1977 con Adidas, come agente monomandatario in Puglia e Basilicata. Dal 1981 la collaborazione con il brand dalle tre strisce diventa esclusiva, spiega Francesco Petino, master coordinator presso rino petino Srl, che nel tempo si trasforma da agenzia di rappresentanza ad una vera e propria azienda di successo e che da allora segue la multinazionale sportiva Adidas in ogni suo progetto commerciale e cambiamento organizzativo.

L’azienda dal cuore della Valle d’Itria si sposta a Monopoli, qualche chilometro più a est. Una città di mare, dove pullula il turismo e dove assai vivace è anche la realtà imprenditoriale. Un quartier generale nella zona industriale di via Baione: 1.800 metri quadri, tra showroom e uffici, costruiti nel 2004 per far spazio a idee sempre più grandi e all’innovazione tecnologica, vero punto di forza di questa azienda così solida e così florida.

Una realtà che si rafforza sempre più con l’apertura nel 2007 del primo Adidas store gestito dalla divsione interna di retail coordination mana srl che successivamente aprirà altri otto negozi con insegna Adidas , tra Puglia, Basilicata, Abruzzo e Calabria.

Una realtà di questo calibro che nasce in Puglia e rimane in Puglia. «È sempre bello fare impresa nel proprio territorio», spiega Francesco Petino, «ci sentiamo a casa: è questa la terra che amiamo, che ci dà tanto e che ci ha dato tanto, anche in pieno periodo Covid. Per questo ci sentiamo di contraccambiare tale fiducia dando la possibilità a ragazzi pugliesi e non solo di crescere con noi e lavorare qui». 

Il 2016 è un anno importante per Rino Petino, segna il primo passo verso una rivoluzione digitale e verso una riconversione imprenditoriale e tecnologica. È l’avvio di un processo nuovo, all’insegna di una cultura basata sull’innovazione che permea l’intero network del proprio team clienti e anche i partner coinvolti in questa svolta: Larry, Sabanet, Sidea, Icam, Uania, Aesse. Tecnologia al centro della strategia e poi anche strumenti di ultima generazione e investimenti notevoli per potenziare le attività da offrire al cliente, in modo da renderle più performanti nel raggiungimento degli obiettivi. Questo attraverso un sistema di business intelligence, con il quale si è realizzata una piattaforma di decision making innovativa che raccoglie dati ed elabora flussi informativi. Così sia l’azienda, sia i partner possono controllare i fenomeni di interesse aziendale e al tempo stesso far crescere il valore del proprio brand.

Digitalizzazione sì, visione omnicanale pure, ma restando ancorati al concetto di prossimità, che piace tanto alla famiglia Petino, che fa della sua vision la sua mission. «Un successo di famiglia dovuto al servizio e al metodo», aggiunge Francesco Petino, convinto, come suo padre, dell’importanza del capitale umano e di una azione di formazione del team che lavora con loro, condividendone gli obiettivi. Della serie: «Più responsabilità si danno alle persone, più aumenta la loro motivazione». E di dipendenti motivati in azienda ce ne sono tanti. Sono in 126, età media 31 anni e il 70% sono donne. Una realtà flessibile, con una mentalità dinamica e giovane che sempre più si è fatta strada diventando punto di riferimento italiano per il mercato del retail e degli sporting goods. Per custodire al meglio i prodotti Adidas nel grande capannone monopolitano di via Baione sono stati realizzati i magazzini automatici verticali multi-colonna Silo2, vero fiore all’occhiello di rino petino. Un gioiello della logistica costituito da armadi alti sette metri: quattro sono le macchine installate, tre le colonne di stoccaggio, 55 i cicli all’ora e si registra una capacità contenitiva di 3.500 scatole per macchina. Questi armadi sviluppano una capacità di stoccaggio con il minimo ingombro a favore di una accelerazione delle attività e di una sincronizzazione dei flussi degli ordini. Sono il frutto della partnership tra Sidea Group, società di consulenza strategica e operativa specializzata in MarTech omnicanale, e Icam, azienda specializzata nella progettazione e produzione di innovativi sistemi automatici per lo stoccaggio, la distribuzione e la vendita di materiali e merci.

Attualmente ci sono otto divisioni: business development, sales analysis, marketing, retail, wholesale, logistica, amministrazione & controlling e credit management, tutte stret- tamente correlate tra loro, in modo da supportare il cliente in tutte le fasi del business, garantendo  la completa gestione commerciale, logistica  e finanziaria e assicurando un servizio esclusivo e tailor made. Il futuro di rino petino è in espansione, proiettato all’acquisizione di nuovi clienti e concentrato sempre più sull’automatizzazione, puntando sul supporto e le skills di risorse umane altamente formate.

E considerando che l’evoluzione digitale richiede profili giovani e con competenze specifiche, l’azienda mira a un’ulteriore crescita del personale. Un futuro roseo insomma, ma anche green e attento alla sostenibilità. La rino petino, alla luce del consistente incremento di consumi che l’implementazione dei magazzini verticali avrebbe comportato, ha scelto di puntare sui pannelli solari. «Abbiamo iniziato con macro azioni, con questi pannelli che rendono autonoma la struttura dal punto di vista energetico», dichiara Petino. «Adesso sulla sostenibilità il passo è anche un altro: fare un audit dei nostri fornitori che dovranno rispettare determinati “dogmi” per poter collaborare con noi. Sponsorizzeremo inoltre l’uso di mezzi che consentiranno ai dipendenti di spostarsi insieme». 

La gestione e l’organizzazione delle vendite non è solo online. Resta anche l’esperienza più tradizionale di acquisto negli Adidas store coordinati dalla divisione mana srl. Il consumatore misura, sceglie, si convince dell’articolo e va in cassa per pagare. Ma il prodotto rimane lì, in negozio, temporaneamente. «È un servizio che adotteremo a brevissimo. Il consumatore avrà la possibilità di effettuare l’acquisto, concluderlo e poi lasciarlo in cassa. Gli arriva a casa nell’arco di 24 ore», spiega Petino. «Questo gli offre la possibilità di continuare la sua passeggiata senza portare con sé buste e borse». Altri vantaggi? Il prodotto resta in negozio, che così sarà sempre fornito. «Questa modalità di acquisto», conclude il master coordinator, «ci aiuta in termini di riassortimento e approvvigionamento delle merci. All’inizio, per promuovere e incentivare questa nuova modalità di acquisto, i clienti otterranno uno sconto sul prodotto». Dettagli importanti per una customer experience differente, che ha alle spalle un’organizzazione attenta, in grado di offrire servizi di altissimo livello e sempre più moderni.

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