Se il servizio è pubblico ma il business è privato

Il fondatore del M5S, l’ex comico Beppe Grillo, è indagato a Milano per traffico di influenze illecite. L’accusa, secondo quanto riporta l’agenzia Aska News, riguarda una serie di contratti pubblicitari sottoscritti tra il blog “Beppegrillo.it” e la compagnia marittima Moby che fa capo all’armatore Vincenzo Onorato. L’inchiesta è diretta dai pm Cristina Roveda sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Maurizio Romanelli. In un primo tempo si era diffusa la notizia che i contratti non fossero mai stati liquidati visto che Moby era stata ammessa nel giugno 2020 alla procedura di concordato preventivo da parte del Tribunale di Milano e il suo fondatore, Vincenzo Onorato, e il figlio Achille, sono indagati per bancarotta fraudolenti. L’indagine che coinvolge Grillo si fonda anche sui risultati di una consulenza tecnica disposta dalla procura milanese nell’ambito della procedura di concordato di Moby. Sotto accusa è finito un accordo, del valore di 120 mila euro all’anno e di durata biennale, sottoscritto nel marzo 2018 e valido fino al marzo 2020: l’obiettivo, come emerge dalla consulenza tecnica, era far “acquisire visibilità, con finalità pubblicitarie” al gruppo Moby “sul blog presente sul sito beppegrillo.it nonché attraverso i canali redazionali social di Beppe Grillo srl, avvalendosi del loro supporto redazionale”. Sempre secondo il consulente della procura, l’importo complessivo versato dalla Moby a favore della Beppe Grillo Srl ammonterebbe invece a 200 mila euro. Sono in corso acquisizioni e sequestri da parte della Guardia di Finanza.