Roberto Cingolani, Ministro per la Transizione Ecologica

Confindustria rilancia l’allarme sui rincari del costo del gas e dell’energia elettrica (che «rischiano di bloccare le imprese con costi energetici lievitati a 37 miliardi previsti per il 2022, dagli 8 del 2019» così oggi in un tweet) e il Ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani ammette che «la stabilizzazione dei prezzi non è così imminente». Il botta e risposta di ieri sul caro-energia è tutto in queste due battute che sintetizzano bene il clima di tensione e incertezza che si è agglutinato attorno al Consiglio dei Ministri, atteso domani a un intervento concreto rispetto a quella che è stata chiamata “la tempesta energetica perfetta” e che sta mettendo in ginocchio famiglie e imprese in Italia (e in Europa).

«I prezzi non andranno giù a breve, acceleriamo sulle rinnovabili»

«Se a fine anno c’era l’aspettativa che dopo il I trimestre del 2022 con il gasdotto Nord Stream 2 avremmo assistito a una stabilizzazione dei prezzi del gas ora questa cosa è difficile da credere perché sono subentrate situazioni geopolitiche complesse» così ragionava ieri Cingolani aggiungendo che «gli analisti concordano sul fatto che benché ci possa essere una stabilizzazione in futuro essa non sembra essere cosi imminente». Il ministro ha parlato dei prezzi dell’energia e della sicurezza degli approvvigionamenti, anche in relazione alla strategia europea d’intervento e di sostegno, in audizione parlamentare. Cingolani ha insistito, nell’occasione, sulla necessità di continuare ad accelerare sulle rinnovabili e rivedere l’Iva sottolineando poi che servono interventi strutturali sulla questione energia.