Conti correnti separati

Gestire i propri risparmi non è sempre una pratica semplice e intuitiva, soprattutto se non si hanno delle buone conoscenze di base del settore bancario. La finanza personale richiede infatti una grande attenzione a tutte le possibili mosse che vengono poste in essere, valutandone i vantaggi e gli svantaggi, i benefici e i rischi. Può, ad esempio, fornire delle possibilità avere conti corrente separati? Proviamo a rispondere a questa domanda, andando a confrontare criticamente le offerte del mercato, le opportunità e i rischi.

Conto corrente separato

Iniziamo subito col dire che non ci sono limitazioni per quanto riguarda il numero di conti corrente facenti capo ad uno stesso soggetto, anche presso la stessa banca. Non vi è dunque nessuna imposizione legale, ma si fa riferimento più ad un limite pratico: la gestione di più conti corrente implica maggiore impegno e, verosimilmente, anche costi più alti. È tuttavia importante sottolineare che ogni soluzione possibile dovrà essere confrontata con le possibilità e le esigenze economiche del singolo soggetto.

Conto corrente separato, quando conviene

Avere due conti corrente separati risulta particolarmente vantaggioso quando si vuole risparmiare in maniera agevolata, andando cioè a monitorare – nei due conti – la qualità delle proprie spese. Il concetto alla base è molto semplice: avendo trasferito dei risparmi in un altro conto e non avendo quindi disponibilità immediata e diretta di spesa, si avrà la tendenza a non utilizzarli. Il secondo conto potrà poi essere sottoposto a dei vincoli di mancato prelievo per un periodo di tempo o soggiogato alla possibilità di attingervi solo nei casi di stringente emergenza (disoccupazione, incombenze mediche, riparazioni essenziali e improvvise ad auto e casa).

Quand’è, invece, che non conviene avere un conto corrente separato? Anche in questo caso andranno tenute in considerazione le esigenze e le possibilità del soggetto titolare, ma è comunque possibile evidenziare degli svantaggi derivanti dall’avere più conti. Si tratta principalmente di svantaggi di natura economica sintetizzabili in tre punti:

  • il costo di un conto corrente che è direttamente connesso alle imposte nel caso in cui sul conto siano presenti più di 5mila euro. L’imposta di bollo è di 34,20 euro per le persone fisiche e di 100 euro per i soggetti che differiscono dalle persone fisiche. A tali spese vanno aggiunti poi i costi delle commissioni bancarie previsti dai contratti;
  • il saldo del conto corrente ed il conseguente monitoraggio per evitare di incappare in sanzioni di natura amministrativa;
  • la natura del conto stesso in quanto, non trattandosi di un investimento, questo per sua natura non frutta rendimenti. Con la sempre crescente inflazione si rischia la svalutazione del denaro, specie se lo stesso non viene speso nel breve-medio periodo.

Come ribadito più volte nel corso dell’articolo si tratta di vantaggi e svantaggi propri dell’avere più conti corrente, che però non tengono conto della situazione di partenza e dell’effettiva esigenza di ogni singolo soggetto.