Conte Draghi M5S
Mario Draghi sullo sfondo e in primo piano il suo predecessore Giuseppe Conte

Sono ore cruciali per il governo, ma soprattutto per il Movimento Cinque Stelle. Lunedì pomeriggio è attesto l’incontro tra il capo dei Pentastellati Giuseppe Conte e il presidente del consiglio Mario Draghi. In mattinata, però, l’Avvocato del popolo vuole incontrare il consiglio nazionale dei Cinquestelle. Sul tavolo c’è la permanenza al governo. Le ipotesi in campo sono quella di rimanere al governo, senza troppe concessioni, visto che Draghi nella giornata di domenica ha già fatto sapere che non è intenzionato a deviare dal programma,  oppure votare la sfiducia. In alternativa ci potrebbe essere l’appoggio esterno, che aprirebbe la strada a un rimpasto governativo con eventuali cambi di ministri. Qualsiasi scelta verrà effettuata dai pentastellati cambierebbe  gli equilibri del centro sinistra.

Un sondaggio riservato rivela il malumore dei Cinquestelle

L’insofferenza nei confronti della permanenza al governo è salita in questi giorni anche tra la base. Sul social twitter è andato in tendenza ieri l’hastag #contestaccalaspina e  un sondaggio riservato, realizzato da Swg per uso interno, anche per sondare gli umori dopo la scissione consumatasi con l’addio di Luigi Di Maio, fa emergerebbe come addirittura gli elettori sarebbero in maggioranza propensi al fatto che il Movimento si presenti  da solo alle elezioni. Dopo l’avvertimento di Dario Franceschini al M5S -stop all’alleanza nel 2023 se il M5S dovesse sfilarsi dal governo- rimbalza tra i 5 Stelle un dato emerso da quel sondaggio che doveva restare interno ma ha preso a circolare in alcune chat pentastellate visionate dall’Adnkronos: metà dei sostenitori del M5S preferirebbe che il Movimento si presentasse da solo alle elezioni, senza alcuna alleanza, rispolverando un vecchio credo di Gianroberto Casaleggio. Un sostenitore su tre, però, vorrebbe il M5S  in alleanza con i Dem, mentre solo una manciata di punti percentuali di potenziali elettori pentastellati ambirebbe a un matrimonio col centrodestra.

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Nel sondaggio in questione la base grillina è stata sondata anche sulla regola aurea dei due mandati, difesa a spada tratta da Beppe Grillo la scorsa settimana. Ebbene, soltanto il 20% degli elettori M5S la abolirebbe, mentre per il 35% va tenuta così com’è. Per oltre un terzo, tuttavia, sarebbero accettabili eccezioni.
Un dato, quest’ultimo, che ha sorpreso e che starebbe convincendo i vertici, compreso il leader Giuseppe Conte, ad aprire al voto su una possibile ‘micro deroga’ che salvi una manciata di fedelissimi, riferiscono fonti qualificate.