Conte Draghi M5S
Mario Draghi sullo sfondo e in primo piano il suo predecessore Giuseppe Conte

Prima dell’incontro con Mario Draghi di lunedì, Giuseppe Conte ha convocato il consiglio nazionale del Movimento Cinquestelle. L’ex premier, oggi a capo dei pentastellati, ha deciso di confrontarsi con i suoi prima di incontrare l’attuale presidente del consiglio nella giornata di lunedì. L’intenzione è quella di arrivare al colloquio con Draghi con un mandato degli organi di vertice sulla permanenza al governo.

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La fiducia al governo è a rischio

Toccherà quindi alla “camera alta” dei pentastellati decidere sulla permanenza al governo di quello che con l’uscita di Luigi Di Maio e di un gruppo di parlamentari non è più il primo gruppo parlamentare. Lo stesso Conte ha dichiarato che la questione delle fiducia di Cinquestelle al governo è stata rimandata lunedì. Che tra i due non ci sia feeling si è visto fin dall’inizio, ma la divergenze si sono inasprite sulla questione delle armi da mandare in Ucraina e sull’incremento delle spese per la difesa. In più occasioni Conte ha ribadito i propri dubbi, pur avendo sempre votato le risoluzione presentate dal governo. L’uscita dal Movimento Cinquestelle del ministro Di Maio e di una sessantina di parlamentari ha poi esacerbato le divisione, ma a rendere ancora più difficile il dialogo nell’ultima settimana sono state le telefonate nelle quali il primo ministro Mario Draghi avrebbe ipotizzato con il dominus del Movimento Beppe Grillo addirittura la rimozione dell’avvocato pugliese dalla guida dei Cinquestelle. Quelli che finora sono soltanto dei rumors hanno però destabilizzato l’equilibrio politico del governo e lunedì si potrebbe arrivare al redde rationem.

La maggioranza è comunque salda

L’uscita di Conte e dei Cinquestelle non cambierebbe l’equilibrio del governo, che anche senza i 105 deputati pentastellati rimarrebbe saldo, ma di sicuro rimetterebbe in discussione il progetto di Campo Largo del segretario del Partito Democratico Enrico Letta, che si è sempre schierato a sostegno dell’esecutivo Draghi. Sarà comunque la volontà dei parlamentari pentastellati a chiarire quali saranno i futuri equilibri politici.