Se oggi, con l’impianto di trasformazione dei rifiuti organici e reflui agroalimentari in metano 100% rinnovabile e compost inaugurato a Spilamberto dalla NewCo Biorg, l’Italia può vantare un’eccellenza tecnologica ed ecologica, lo si deve alla convergenza di due complementari sensibilità e competenze: quella del Gruppo Hera e dell’Inalca, il colosso del food attraverso il quale il Gruppo Cremonini produce carni bovine e alimenti già trasformati a base di carne, salumi, bacon e snack (con i marchi Inalca, Montana, Manzotin, Italia Alimentari, Fiorani e Ibis), oltre che operare nella distribuzione internazionale di prodotti alimentari del “Made in Italy” (Inalca Food & Beverage).

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«La realizzazione di questo impianto, con una società dotata di know-how e tecnologie di eccellenza come Hera, rappresenta un passo importante per consolidare e rafforzare il modello produttivo integrato e sostenibile di Inalca» spiega Paolo Boni, amministratore delegato dell’azienda: «Infatti, il nuovo impianto consente una piena valorizzazione degli scarti di lavorazione delle nostre attività produttive e un ulteriore passo avanti nei processi di economia circolare su cui abbiamo puntato da tempo. Inoltre, si realizza una efficace sinergia industriale, con la produzione di biometano e compostaggio in due impianti tra loro perfettamente complementari, a dimostrazione che combinando efficacemente processi di innovazione e integrazione si può aumentare il livello di sostenibilità e contemporaneamente ridurre gli impatti ambientali, creando allo stesso tempo più valore per la filiera zootecnica. Infine, mi piace sottolineare che si tratta di un modello di partnership in linea con la strategia di investimenti di Inalca destinati a realizzare ulteriori impianti di produzione di biometano e fotovoltaici nei propri allevamenti, incrementando la produzione di energie rinnovabili e l’impegno di contrasto al cambiamento climatico».

Inalca infatti ha sempre approcciato i temi della sostenibilità in modo pragmatico, sin da molti anni prima – anzi, decenni – che diventassero “di moda”. Li ha sempre considerati un asset strategico del business e una parte importante del valore economico dell’impresa, arrivando a realizzare una filiera bovina pienamente integrata tra allevamento, trasformazione e distribuzione. Basti pensare che da molti anni l’azienda, con l’obiettivo della decarbonizzazione delle proprie attività, da tempo autoproduce circa il 77% dell’energia utilizzata, di cui circa un terzo proveniente da fonti rinnovabili, potendo contare su 2 impianti di cogenerazione da grassi colati, 6 impianti di cogenerazione a metano, due impianti di biogas alimentati da reflui industriali dei suoi stabilimenti, 4 impianti di biogas da reflui agricoli e oltre 22.120 pannelli fotovoltaici installati su 13 stabilimenti, 1 impianto di biometano e, infine, 1 impianto di compostaggio.

Il modello di business di Inalca punta a valorizzare pienamente questa filiera sulla base dei principi di economia circolare. In questo senso, il nuovo impianto di produzione di biometano inaugurato a Spilamberto rappresenta un ulteriore passo di qualità e dimensioni internazionali ed un esempio di piena integrazione territoriale dell’azienda, oltre a consentire la completa valorizzazione dei sottoprodotti derivanti dalle attività di produzione carni. Tramite la partnership con il Gruppo Hera, Inalca potrà disporre inoltre di un’ulteriore quota di fertilizzanti organici per migliorare la fertilità dei terreni agricoli e supportare l’adozione sempre più estesa di tecniche di agricoltura rigenerativa.