tassi

L’appuntamento del giorno per i mercati è il rialzo dei tassi che sarà deciso dalla Bce, ma c’è attenzione anche sul futuro del governo italiano, oltre che per il riavvio del gasdotto Nord Stream la cui manutenzione termina oggi. Alle 6 di mattina è ripartito.

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Wall Steet apre in modo cauto e si aggira attorno alla parità con i Future sul Dow Jones a -0,01, quelli sul Nasdaq allo 0,13% e  quelli sull’S&P 500 che gravitano attorno alla parità a -0,04%.

I mercati attendono con fiducia le indicazioni della Bce sul rialzo dei tassi e sullo scudo anti frammentazione. I Future del Dax viaggiano in territorio positivo a +0,57%. Cauto ottimismo anche a Londra con i Future dell’Ftse 100 a +0,18%.

Buone notizie arrivano dall’energia

Continuano a calare i prezzi del petrolio, dopo che gli Stati Uniti hanno mostrato una domanda tiepida di benzina durante l’alta stagione estiva. I futures per settembre sul greggio WTI sono scesi sotto i 99 dollari al barile a 98,89 dollari, mentre il Brent e’ trattato a 106 dollari, in calo dello 0,8%.

Le borse asiatiche vanno in negativo

Il calo è stato più accentuato per le borse asiatiche. A Hong Kong l’indice Hang Seng segna un ribasso dell’1,40% a 20.595 punti. Sulle borse cinesi, Shanghai cede lo 0,42%, mentre Shenzen si muove in un range piu’ ristretto a -0,17%. Andamento positivo invece per Seul con il Kpsi a +0,74% e per Taiwan a +0,77%.

Il Giappone non ritocca i tassi

La banca centrale giapponese mantiene ancora allentate le redine della politica monetaria. Dopo una riunione di due giorni, la Boj ha, infatti, deciso oggi di lasciare i tassi di interesse a breve termine a meno 0,1 per cento e quelli a lungo termine intorno allo zero.  I banchieri centrali giapponesi continuano così a seguire un percorso in contrasto con quello dei loro colleghi in Europa e negli Stati Uniti. Sebbene i prezzi stiano aumentando anche in Giappone, l’inflazione è principalmente trainata dai prezzi elevati dell’energia ed è anche significativamente inferiore rispetto a quella occidentale. La BoJ prevede un aumento dei prezzi del 2,3% per l’anno fiscale in corso fino a marzo 2023. Finora, i banchieri centrali avevano ipotizzato l’1,9 per cento.

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I prezzi bassi agevolano i consumi

Secondo alcuni economisti, i consumatori giapponesi tendono a limitare i propri consumi quando i prezzi salgono. Ciò potrebbe limitare le pressioni inflazionistiche, motivo per cui la BoJ non ha fretta di adeguare la sua politica monetaria. Il governatore della BoJ Haruhiko Kuroda ha recentemente indicato che, nonostante la debolezza dello yen, è improbabile che le redini vengano inasprite per il momento.