Fed tassi di interesse

La Fed, Federal Reserve, ha dato il via libera al rialzo dei tassi di interesse di 75 punti base. Si tratta dell’intervento più significativo dal 1994, con l’obiettivo dell’operazione che è quello arrivare ad un aumento del tasso dei fondi federali nell’intervallo compreso fra l’1,5% e l’1,75%. Si tratta di un modo per cercare di contrastare la forte inflazione che, a maggio 2022, è arrivata all’8,6%. Cosa succederà adesso?

Fed e tassi di interesse: cosa succederà

Stando a quanto riportato dalla Fed stessa è previsto un brusco e aggressivo aumento dei tassi di interesse nei prossimi mesi, con il tasso di riferimento che a fine anno è previsto al 3,4%. Questo dato segna un +1,5% rispetto alla stima di marzo e nel 2023 dovrebbe arrivare al 3,8%.

La Banca Centrale degli Stati Uniti, inoltre, ha rivisto le proprie prospettive di crescita economica per il 2022 con le ultime stime del board che riportano un prodotto interno lordo dell’1,7%, contro il 2,8% che era stato indicato a marzo. In crescita invece per la Fed sarà l’inflazione con il dato a fine anno che sarà del +5,2%, contro il +4,3% che era stato precedentemente comunicato. L’inflazione core – che esclude l’aumento dei costi alimentari ed energetici – si attesterà invece al 4,3% nel 2022 (+0,2% rispetto alle precedenti stime).

“Un aumento di 50 punti base o di 75 sembra essere il più probabile per la nostra prossima riunione – ha detto il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell durante la conferenza stampa – Il ritmo di questi cambiamenti continuerà a dipendere dai dati in arrivo e dall’evoluzione delle prospettive sull’economia”. “Non stiamo cercando di indurre alcuna recessione – ha precisato Powell – Ci stiamo muovendo rapidamente per portare i tassi a un livello più normale”.

La risposta di Wall Street a quanto comunicato dalla Fed è stata positiva. Il Dow Jones è salito dell’1,00% a 30.668,27 punti, il Nasdaq del 2,50% a 11.099,16 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell’1,41% a 3.788,25 punti.