Siccità stato di emergenza

Giornata impegnativa quella di ieri, lunedì 4 luglio, per il Presidente del Consiglio Mario Draghi che, contrariamente a quelli che erano i suoi impegni già in agenda – si legga il faccia a faccia con il Capo politico del M5s Giuseppe Conte – è dovuto volare sulla Marmolada a causa della tragedia avvenuta poche ore prima, ma è comunque tornato in tempo a Roma per presiedere un Consiglio dei ministri nel tardo pomeriggio. Nel corso del Cdm il governo ha approvato la concessione dello stato d’emergenza a causa della siccità e della mancanza di acqua in cinque diverse Regioni del Nord Italia.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

Siccità stato di emergenza

Entrando più nello specifico, le cinque Regioni nelle quali è stato proclamato lo stato d’emergenza sono  VenetoLombardiaPiemonteEmilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. In questi territori il livello di attenzione massima e gli interventi speciali rimarranno in vigore fino al 31 dicembre 2022. A sostegno dei territori sono state stanziate anche delle risorse, ben 36.500.000 euro, facenti capo al Fondo per le emergenze nazionali.

Alla Regione Emilia-Romagna andranno 10,9 milioni di euro, al Friuli Venezia Giulia 4,2 milioni di euro, alla Lombardia 9 milioni euro, al Piemonte 7,6 milioni di euro, al Veneto 4,8 milioni di euro.

Si sottolinea infine che l’adozione del decreto d’emergenza nei 5 territori indicati rappresenta solo un passaggio intermedio verso l’approvazione del decreto siccità che avrà il principale compito di arginare l’emergenza idrica nazionale. È in questa fase che verrà nominato anche il commissario straordinario, che avrà il compito di coordinare gli interventi strutturali già previsti nel decreto. Si occuperà dunque di razionamenti ed invio dell’acqua dove è più necessaria, oltre che della gestione dei sistemi idrici per razionalizzare i consumi ed evitare le perdite d’acqua (il governo ha in tal senso disposto risorse per un totale di 1,38 miliardi di euro, specie per il Sud d’Italia).