formazione professionale

Tirocini e formazione. Sono alcune delle novità previste nel nuovo contratto scuola. Nei giorni scorsi le parti sociali si sono sedute allo stesso tavolo per iniziare la concertazione per  arrivare alla firma del nuovo contratto. Anche se il 30 maggio è ancora previsto lo sciopero dei lavoratori della scuola.

La bozza in discussione prevede alcune novità a partire dall’introduzione della formazione iniziale che verrà offerta ai docenti in fase di accesso all’insegnamento. Saranno introdotti, infatti, percorsi abilitanti ai quali si può accedere durante la laurea magistrale o negli ultimi due anni della laurea magistrale a ciclo unico.

All’insegnamento con contratto a tempo indeterminato ci si può accedere quindi tramite un periodo di tirocinio diretto nelle scuole e uno indiretto, ai quali si aggiunge una prova finale corrispondente a 60 crediti universitari (CFU) o accademici (CFA) che comporta l’abilitazione all’insegnamento. Rimangono come vie d’accesso all’insegnamento il concorso pubblico annuale, su base regionale o interregionale, ma anche dopo un anno di prova in servizio.

Formazione anche per i docenti in ruolo

La Scuola di Alta Formazione del sistema nazionale pubblico di istruzione si occuperà di coordinare la formazione in servizio dei docenti di ruolo, le attività formative dei dirigenti scolastici, dei DSGA e del personale ATA, ma anche di gestire il sistema di incentivo alla formazione continua degli insegnanti.

Con la riforma del reclutamento, associata al rinnovo del contratto Scuola, saranno introdotti nuovi scatti stipendiali legati all’anzianità ed integrati da incentivi salariali legati alla formazione. La progressione stipendiale sarà dunque più significativa per i docenti che svolgeranno con profitto i corsi selezionati e certificati dalla futura Scuola di Alta Formazione del Ministero dell’Istruzione, ottenendo una busta paga più cospicua.