Pensioni 2023 novità

Il tema delle pensioni agita la maggioranza di governo, visto che, in assenza di adeguati interventi, dal 2023 si tornerà alla durissima legge Fornero. In questa fase i sindacati spingono dunque per un intervento, chiedendo che il tema finisca nell’agenza nazionale, mentre nel Def, Documento di economia e finanza, approvato dal governo non si fa nessuna menzione a misure di intervento per evitare il ritorno alla Fornero. Una situazione ancora molto dubbiosa, con diverse possibili strade da percorrere, novità e ipotesi sul tavolo.

Pensioni 2023, le novità

Tra le poche certezze presenti in questa fase in tema di pensioni 2023 c’è il fatto che Quota 102 (64 anni d’età e 38 di contributi) non verrà confermata nel nuovo anno. Tra le ipotesi più gettonate per evitare di tornare alla legge Fornero, invece, c’è quella dell’adesione alla pensione in due tempi, con due assegni diversi: prima e dopo i 67 anni. Nello specifico la prima quota sarebbe quella relativa ai contributi versati, calcolata con il sistema contributivo, mentre la seconda sarebbe quella retributiva e si aggiungerebbe in un secondo momento (quando si è raggiunta la pensione di vecchiaia).

Secondo le previsioni, si potrà andare in pensione a 64 anni e con almeno 20 anni di contributi, ma la pensione completa sarà intascata solo al compimento dei 67 anni. Tra i requisiti dovrebbe poi esserci il fatto di godere di una quota contributiva di pensione di importo pari o superiore a 1,2 volte rispetto all’assegno sociale.

L’opzione della pensione in due tempi sembra essere la preferita del presidente dell’Inps Tridico, che ha sottolineato come tale misura gioverebbe anche alle casse dello Stato rispetto a Quota 41. Sul tema, invece, il ministro dell’Economia, Daniele Franco, ha sottolineato come qualsiasi intervento pensionistico dovrà avvenire “nel pieno rispetto dell’equilibrio dei conti pubblici, della sostenibilità del debito e dell’impianto contributivo del sistema”. Si cercano dunque “soluzioni che consentano forme di flessibilità in uscita e un rafforzamento della previdenza complementare per approfondire le prospettive pensionistiche delle giovani generazioni”.