La vita diventa più dura per coloro che si ostinano ad accettare pagamenti solo in contante. In Italia, nonostante la pandemia, nonostante il commercio elettronico sia sempre più diffuso, il pagamento in digitale stenta a decollare sul serio per le piccole realtà.
Per questo, quindi,è stata anticipata la normativa sull’utilizzo del POS al 30 giugno 2022. Una scelta necessaria, per provare ad incentivare il pagamento elettronico.
Anticipata la normativa sul POS
Come detto, quindi, la normativa del POS è stata anticipata. Inizialmente, infatti, con il decreto Recovery pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre, si era detto che l’obbligo (con sanzioni, ma questo lo approfondiremo nel prossimo paragrafo) sarebbe dovuto partire dal primo gennaio 2023.
Un anno di tempo, quindi, per ‘convincere’ i più refrattari a installare e a usare il POS correttamente. Visti i tempi e la lotta all’evasione che il governo Draghi sta provando a fare, l’obbligo, però, è stato anticipato, con una decisione del Consiglio dei Ministri del 13 aprile, al 30 giugno 2022.
Comunque vada, comunque, è stata una scelta che inevitabile avrebbe portato a tutto questo. Anzi, in realtà nel nostro paese è avvenuto tutto con un po’ di ritardo. A porre per primo l’obbligo dell’installazione del POS è stato l’art. 15 del DL 179/2012, convertito con modificazioni dalla legge 221/2012, del Governo Monti.
Ma c’era fin da subito un tallone d’Achille molto importante: la mancanza di sanzioni certe e sicure.
Mancata accettazione pagamento con POS: stavolta le sanzioni ci sono
Partiamo subito proprio con le sanzioni. Chi non accetta il pagamento attraverso una forma digitale incorrerà in una sanzione che sarà di 30 euro stabili più il 4% rispetto all’entità della transazione che è stata rifiutata.
Ad esempio, chi si rifiuterà di ricevere un pagamento in digitale di 100 euro, riceverà una multa di 34 euro. Che corrisponde, appunto, alla somma di 30 (sanzione ‘fissa’)+4 (il 4% di 100).
Una modifica che si deve all’articolo 19-ter del Decreto legge 152/2021, approvato il 23 dicembre 2021, che ha corretto le storture del decreto di cui abbiamo parlato all’inizio, Decreto legge 179 poi appunto convertito con la legge 221 approvata il 17 dicembre 2012.
Fatta la legge, trovato l’inganno. Eh sì, anche in questo caso, la classica soluzione all’italiana calza a pennello. Perché risolto il tema delle sanzioni – anche se per alcuni sembrano essere un po’ blande – c’è da occuparsi del tema riguardante i controlli.
Chi controlla? Chi si occuperà del rispetto della legge? Una cosa che è passata un po’ in sordina ma che in realtà pone dei seri dubbi sull’efficacia della norma. Infatti, stando ad alcune voci, anche se poi bisognerà vedere nel concreto come andrà a finire, dovrà essere il cliente che si è visto rifiutare il pagamento in digitale a rivolgersi alle Forze dell’Ordine. Questo complica ulteriormente le cose perché, soprattutto nei paesini più piccoli, tutti conoscono tutti e difficilmente una persona denuncerà il proprietario del bar di fiducia. Oppure, sembra assai improbabile che un cittadino voglia invischiarsi in un qualcosa che, poi, lo vedrà coinvolto anche nei giorni seguenti.
Vedremo il legislatore come riuscirà a preparare il terreno per controlli più severi ed efficaci.
I vantaggi nell’avere il POS
Il fatto che il POS sia obbligatorio per legge, e ci sia stato appunto di una norma che disciplinasse il tutto, dimostra come, da questo punto di vista, l’Italia è un po’ arretrata. I vantaggi nell’avere il POS, infatti, sono davvero notevoli.
A parlarne è Michele di ConfrontaPOS.com, tra i migliori portali in Italia nel mondo delle recensioni di POS e guide sull’argomento. Ad esempio, il primo aspetto è la possibilità di poter ricevere pagamenti da tutto il mondo. Un qualcosa di estremamente vantaggioso se si ha la propria attività in una zona turistica. E con la ripresa del turismo dall’estero è un fattore assolutamente da non sottovalutare.
Senza il POS, al di là del fatto che ora sia un obbligo possederlo, si rischia di perdere quel cliente che ha banconote e monete in una valuta diversa. Inoltre, il POS riesce a velocizzare le operazioni in una maniera incredibile.
Soprattutto nei supermercati, ma anche nei negozi affollati, nel passaggio tra monete e banconote si perde un tempo che, a lungo andare, rischia di essere davvero elevato. Si può anche perdere clienti in tal senso. Una persona che odia aspettare, infatti, potrebbe tranquillamente rivolgersi alla concorrenza poiché vede che lì la coda viene smaltita più velocemente. Sono piccoli dettagli che, poi, rischiano davvero di fare la differenza. In un mercato sempre più competitivo, non bisogna lasciare nulla al caso ed è necessario mettersi al servizio di una clientela che, anno dopo anno, è sempre più esigente.
Infine – anche se di vantaggi ce ne sarebbero anche altri – si risolve una volta per tutte la problematica del resto. Il negoziante non ha monete ma deve dare il resto in monete. A questo punto, o ci rimette dando una banconota oppure offre in regalo un oggetto che sia, almeno, di pari valore.
E una volta che poi il governo interviene, come ha annunciato di fare, sulle commissioni bancarie risulterà davvero scontato avere a che fare con il POS. E con i costi delle materie prime sempre più elevate, con le tasse che non accennano a diminuire, è una vera e propria manna dal cielo avere delle commissioni ridotte.
















