Quando a dicembre del 2020 fu anticipato il cashback di Stato, si pensava che potesse essere l’inizio di una vera e propria rivoluzione. In realtà, però, dopo un periodo di qualche mese, è andato in soffitta e dal primo luglio 2021 è stato soppresso.

Sono diversi i motivi che hanno portato il legislatore all’abolizione di questa misura – che aveva il compito di incentivare il pagamento in formato digitale -. Motivi che, poi, hanno portato alla diffusione di tante altre alternative che, appunto, non avevano di questi problemi. Ecco, al riguardo, cosa c’è da sapere.

Le altre piattaforme di cashback, tra novità e conferme

Piattaforme molto simili esistevano già negli anni scorsi. Bestshopping.com, ad esempio, è una piattaforma che opera nel mondo del cashback da anni (leggi come funziona il loro cashback) ed è riuscita a far risparmiare milioni di euro ai suoi utenti.

Con l’introduzione del cashback di Stato i cittadini italiani si sono abituati sempre più ad avere una somma di denaro per ogni acquisto effettuato.

Per questo, le piattaforme che già c’erano, come quella prima menzionata, si sono ulteriormente evolute ed il mercato italiano nel corso dei mesi ha visto approdare in rete anche nuove realtà.

Non c’è l’obbligo, di solito, di installare nuove app

Questo è il primo punto. Per aderire al cashback di Stato c’era l’obbligo di installare un’app apposita, denominata IO, in cui venivano registrati tutti i pagamenti. Quest’app aveva due problemi importanti: tagliava fuori chi non aveva dimestichezza con le app e creava un “problema” legato alla privacy o comunque alla gestione dei dati.

Nel senso che i dati degli acquisti rischiavano di essere nella disponibilità di altre persone. E in un paese come il nostro molto legato al concetto di riservatezza, non è certamente un problema da sottovalutare.

Il cashback online dei servizi menzionati poco fa, invece, non necessita dell’installazione di nessuna app. Anzi, semplicemente ti basta andare sulla piattaforma che promuove questa iniziativa e, poi, andare sul sito di un e-commerce che viene opportunamente segnalato.

Un processo molto più veloce, che non tocca la privacy delle persone e non aggiunge un ulteriore, fastidioso step per ricevere il cashback. Certo, può verificarsi la necessità di aprire un account. Ma semplicemente serve per tenere traccia di tutto e per poter inserire i dati del conto corrente su cui devono essere versati i soldi.

Ci vogliono davvero minuti per cominciare ad approfittare del cashback online. Tutto il contrario, per intenderci, del cashback di Stato.

Il cashback arriva in tempi brevissimi

Un’altra lacuna che aveva il cashback di Stato – assente in altri servizi di cashback – è che bisognava per forza aspettare un termine per avere i soldi. Anche se, magari, si era raggiunta la soglia prima del previsto.

Infatti, il cashback di Stato era semestrale e, partendo da gennaio (togliendo il periodo di prova nel periodo natalizio), pure se la soglia massima (150 euro di rimborso pari a 1500 euro di spese complessive poiché il cashback era del 10%) era stata raggiunta a febbraio, bisognava aspettare luglio per avere i soldi.

Un termine troppo ampio, soprattutto per chi già di per sé è abituato a spendere con la carta.

Con il cashback online, invece, i tempi di rimborso si accorciano notevolmente. Una volta raggiunta la soglia, che nella stragrande maggioranza dei casi è inferiore a quella del cashback di stato, normalmente entro pochi giorni si riceve indietro la somma pattuita (in base a dove l’acquisto è avvenuto).

Che può essere sottoforma di buono per acquistare altro nello stesso sito oppure addirittura i soldi che vengono inviati nel conto corrente.

Cashback online, affidati a siti professionali

Per non incorrere in spiacevoli sorprese, basta semplicemente affidarsi a siti seri e autorevoli per poter partecipare all’iniziativa del cashback.

I processi per sapere se una piattaforma è affidabile sono gli stessi di un qualsiasi portale che fa e-commerce o anche di news. In primis le recensioni. Se sul web sono assenti, o sono vistosamente taroccate, allora c’è qualche che non va. Ed è in questo caso che devi tenere gli occhi aperti.

Inoltre, controlla sempre se ci sono tutte le informazioni legali che sono obbligatorie su un sito che fa del commercio elettronica la propria ragion d’essere. Dal capitale sociale, se previsto, alla partita IVA.

L’ultimo aspetto interessante è il fatto che il cashback di Stato prevedeva un rimborso pari al 10%, salvo ulteriori premi per chi faceva più transazioni. Un limite non di poco conto perché, comunque, il 10% su una cifra alta – e comunque non più di 150 euro in 6 mesi – sono meno di un euro al giorno (basta fare 30 giorni mensili per 6).

Alla fine, chi non voleva pagare con la carta, non avrebbe comunque pagato. Con il cashback online, invece, le soglie possono essere diverse. In molti casi, il 10% è proprio la soglia minima ma ci sono anche cashback del 20% o 30%

Qui, quindi, si comincia a ragionare sul serio e lo sconto comincia a essere notevole. Basta semplicemente dare un’occhiata e in un secondo si capiscono le potenzialità di questa iniziativa esplosa sul web.