Superbonus

Il dimissionario governo di Mario Draghi punta a tenere fede alla promessa fatta dal Presidente del Consiglio nel corso del suo ultimo discorso al Senato, nel quale lo stesso si impegnava a sbloccare la cessione dei vecchi crediti fiscali incagliati relativi al Superbonus 110% e agli altri bonus edilizi. Ecco dunque che l’esecutivo starebbe lavorando ad un emendamento al decreto legge sulle semplificazioni fiscali che eliminerebbe la data del 1° maggio 2022 quale termine ultimo dal quale far decorrere le cessioni facilitate dei bonus introdotta nel decreto legge 50/2022. Entrando più nel dettaglio, il decreto Aiuti ha aperto alle cessioni dei crediti a tutte le partite Iva, ma ha anche limitato il trasferimento solo a quelle comunicate al Fisco dopo il 1° maggio 2022. Con il nuovo intervento governativo si andrebbe dunque a correggere tale aspetto, andando di fatto a sbloccare anche tutti i crediti del 2021. Il voto su questo provvedimento è previsto per giovedì 28 luglio.

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Nuovo Superbonus, cosa cambia

In base a quanto già accenato, il nuovo Superbonus andrebbe, in sostanza, a correggere l’incongruenza riportata nel D.L. 17 maggio 2022, n. 50, il Decreto Aiuti, sulle “Misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina”. L’art. 14, comma 1 bis, del testo prevede che è sempre consentita alle banche la cessione dei crediti in favore di tutte le imprese e professionisti propri correntisti e che tale principio possa essere applicato anche “alle cessioni e agli sconti in fattura comunicati all’Agenzia delle entrate prima della data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto”, ovvero il 15 luglio 2022.

È proprio sulle data che nasce l’incongruenza, visto e considerato che all’art.57 comma 3 è previsto che “le disposizioni di cui all’articolo 14, comma 1, lettera b), si applicano alle comunicazioni della prima cessione o dello sconto in fattura inviate all’Agenzia delle entrate a partire dal 1° maggio 2022”. 

Al dato pratico, l’incongruenza descritta porta ad una situazione per la quale tutte le cessioni di crediti o gli sconti in fattura comunicati all’Agenzia delle entrate prima del 1° maggio 2022 vengano escluse. L’intervento del governo sul decreto legge sulle semplificazioni fiscali dovrebbe invece andare a correggere tale aspetto.

Cosa cambia per il nuovo Superbonus

La decisione presa dal governo Draghi nelle ultime ore è arrivata, secondo la maggior parte dei commentatori, a sorpresa, visto che la commissione Bilancio della Camera aveva già concluso l’esame la scorsa settimana. In tal senso avrebbe giovato il fatto che l’esecutivo, non potendo porre la fiducia nel nuovo regime di Camere, avrebbe trovato maggiore campo libero negli interventi.

Restano tuttavia degli ostacoli da superare, visto che parte delle correzioni apportate erano state dichiarate inammissibili in commissione, con la parola che passa ora al Presidente della Camera Roberto Fico che, però, non potrà non tenere conto del parere unanime di tutte le forze politiche sulle correzioni.

Ad attendere le modifiche sul Superbonus e sulla cessione dei crediti sono soprattutto le migliaia di imprese e professioni che hanno i crediti bloccati da tempo e che sperano di poterli rilanciare sul mercato del bonus.