Monte dei Paschi

Non è piaciuta ai mercati l’inattesa uscita di Axa dal Monte dei Paschi di Siena. Dopo che il gruppo assicurativo francese ha messo in vendita la quasi totalità della propria partecipazione, pari a circa l’8% del capitale, ad un prezzo compreso tra 2,33 e 2,47 euro per azione con una procedura di accelerated bookbuilding riservata a investitori istituzionali, in avvio a Piazza Affari Mps cedeva il 12% a 2,40 euro. Anche ieri sera l’azione Monte dei Paschi di Siena aveva perso in Borsa circa il 5 per cento nelle battute finali della seduta. Eppure l’altro risvolto dell’uscita di Axa, come scrive il Corriere della Sera, è quello di semplificare il percorso di rinnovo dei vertici del Monte dei Paschi di Siena, che verrà sottoposto al voto dell’assemblea del 20 aprile – la presentazione delle liste dovrà essere perfezionata entro il 26 marzo.

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Mps, l’uscita di Axa libera il campo per la definizione delle prossime strategie

Il governo italiano controlla oltre il 64 per cento delle azioni, e l’uscita di Axa agevolerebbe la definizione delle strategie future. Axa, aveva detto la scorsa settimana Antimo Perretta, ceo European markets e presidente del board di Axa Italia, vuole continuare a fare l’assicuratore e non è interessata a gestire una banca estera. La joint-venture assicurativa tra Axa e Mps, partita nel 2007, non è in discussione. Il gruppo francese era diventato azionista di Mps in occasione dell’ultimo aumento di capitale, immettendo 200 milioni di euro. I francesi escono incassando una importante plusvalenza: in quattro mesi il guadagno è compreso tra il 16,5 e il 23,5 per cento.