Borse del Medio Oriente

I mercati tornano incerti e altalenanti dopo il rally innescato dal primo raffreddamento dei prezzi al consumo Usa da due anni a questa parte, perché pesa ancora l’attesa per il probabile rialzo dei tassi di settembre. Non è bastata a rafforzarli la conferma arrivata dai prezzi alla produzione Usa, che a luglio sono scesi dello 0,5% mensile, contro il +1% di giugno e il +0,2% atteso dal mercato. A indebolire l’azionario, rendendolo contrastato e irregolare, è la scommessa che la Fed continuerà ad aumentare i tassi, per ridurre un’inflazione che è ancora troppo elevata.

Volano le borse asiatiche in attesa dei tassi Fed

La Borsa di Tokyo schizza in rialzo quasi del 2,5%, dopo essere rimasta chiusa per festività, mentre Shanghai è in calo e Hong Kong dal +2% di mercoledì mattina, è in leggero rialzo. A Wall Street i future sono in lieve aumento, dopo una chiusura debole e mista e i future sull’EuroStoxx sono deboli dopo una chiusura contrastata. Misti anche i rendimenti dei Treasury, con il 2 anni in leggero ribasso al 3,2% e il 10 anni in marcato rialzo al 2,88%. La curva dei rendimenti resta perciò invertita ma in modo più soft a dimostrazione della difficoltà degli investitori a capire che direzione prenderà a settembre la Fed.

Limitare il prezzo del petrolio 

Oltre all’attesa per l’aumento dei tassi in questi mesi sta pesando anche la preoccupazione per i prezzi dell’energia. Il G7 sta pensando di mettere un calmiere al prezzo del petrolio. Lo ha annunciato il cancelliere tedesco Olaf Scholz nella tradizionale conferenza stampa dell’estate a Berlino. Il calmiere dovrà essere approvato da tutti i paesi, ma l’uscita del politico tedesco è comunque un segnale. L’annuncio di Scholz arriva mentre l’Agenzia internazionale per l’Energia (Aie), nel rapporto di agosto pubblicato ieri, ha segnalato l’aumento del consumo di petrolio. A causarlo il rialzo dei prezzi del gas che ha spinto molti paesi a cambiare mix energetico. Il caldo torrido, secondo gli ultimi dati dell’Aie, ha portato a un incremento del consumo del petrolio. Queste informazioni hanno riportato le quotazioni del Wti intorno ai 94 dollari e quelle del Brent intorno a quota 99 dollari. Tuttavia potrebbe trattarsi di una fiammata transitoria. L’Opec, infatti, ha rivisto al ribasso le previsioni sul consumo mondiale di petrolio nel 2022. Si tratta del terzo taglio consecutivo da aprile. La crescita della domanda globale, secondo l’organizzazione dei paesi produttori, sara’ del 3,1% contro il +3,5% precedentemente stimato. Gli alti prezzi del greggio e le misure di contenimento del Covid 19 in Cina hanno intaccato la crescita portando alla revisione delle previsioni. E un rallentamento, secondo l’Opec, ci sara’ anche il prossimo anno, per il quale l’organizzazione prevede un’ulteriore flessione di 2,7 milioni di barili al giorno.

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Il cancelliere tedesco Olaf Scholz, nella sua tradizionale conferenza stampa estiva, ha sostenuto l’idea di un nuovo gasdotto che collega Portogallo e Spagna all’Europa centrale attraverso la Francia, affermando che migliorerebbe notevolmente la sicurezza energetica dell’Europa. Scholz ha detto di aver discusso l’idea con i leader di Spagna, Portogallo e Francia e il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

I conflitti armati preoccupano i mercati

Intanto crescono le tensioni nelle due aree geopolitiche più a rischio. In Ucraina cresce l’allarme per la centrale nucleare di Zaporizhzhia, la piu’ grande d’Europa, che e’ stata al centro della riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Nel Sudest asiatico l’esercito di Taiwan ha tenuto un’altra esercitazione militare, dopo che Pechino ha concluso le sue. Tuttavia l’esercito di Taipei ne ha minimizzato l’importanza, affermando che le manovre erano già programmate e non rappresentano una risposta a quelle della Cina. Oggi c’e’ attesa nel Regno Unito per il dato preliminare del Pil del secondo trimestre, atteso in contrazione rispetto al trimestre precedente, mentre la Russia diffonderà i dati sul Pil nel secondo trimestre, da cui sara’ possibile ricavare l’impatto della guerra e delle sanzioni occidentali.