I mercati sono contrastati, incerti e altalenanti, per paura di un rallentamento dell’economia, in attesa del rialzo dei tassi da parte della Fed, che oggi dovrebbe aumentare il costo del denaro di altri tre quarti di punto. Incidono anche  i risultati trimestrali di due colossi come Alphabet e Microsoft, che da una parte confermano l’impatto negativo sui consumi del rialzo dei prezzi e dall’altra stanno un po’ contribuendo ad attenuare il pessimismo dei mercati sulle prospettive dell’economia.

Il mercato ha già prezzato il nuovo rialzo del costo del denaro da parte della Fed, quindi oggi gli investitori guarderanno con attenzione alle future mosse della banca centrale Usa, a partire da quelle di settembre. Inoltre i mercati terranno d’occhio il dato di domani in prima lettura sul Pil Usa del secondo trimestre, stimato in lieve crescita, anche se il modello della Fed di Atlanta si attende un calo dell’1,6% congiunturale che, se confermato, determinerebbe una recessione tecnica negli Stati Uniti.

La Fed dovrebbe rialzare i tassi di 75 punti base, visto che di un aumento di un punto percentuale se ne e’ parlato parecchio, ma ormai diversi esponenti della banca centrale l’hanno escluso. Stavolta non sono previste nuove stime di crescita e di inflazione, per cui l’attenzione degli investitori sara’ tutta concentrata sul ‘neutral rate’, cioe’ su quanti rialzi la Fed ha in mente di fare di qui alla fine dell’anno. I mercati si chiedono fino a che punto la banca centrale e’ pronta a spingersi per ridurre l’inflazione: al 3%, al 3,5%?

Oggi e’ attesa anche la trimestrale di Meta Platform e domani quelle di Amazon e Apple.

FMI: recessione globale alle porte

Il Fondo monetario internazionale ha avvertito ieri che l’economia mondiale potrebbe presto essere sull’orlo di una recessione totale e piu’ in generale sull’economia globale soffiano i venti contrari della carenza energetica dell’Europa, dei lockdown in Cina e delle crisi geopolitiche in Ucraina e a Taiwan.

Domani il presidente Usa Joe Biden e quello cinese Xi Jinping si sentiranno telefonicamente per cercare di stemperare le tensioni legate al viaggio a Taiwan della Speaker della Camera Usa, Nancy Pelosi.

Borse Ue in calo, Milano la peggiore

In calo ieri le Borse europee, zavorrate dalle incertezze sul gas che nel Vecchio Continente ha toccato un prezzo record oltre quota 200 euro. Milano ha terminato in ribasso dell’1,04%, risultando la peggiore piazza europea e anche i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona sono scesi nettamente per i crescenti timori di recessione. In particolare, in Italia il mercato obbligazionario continua a risentire della crisi politica dopo le dimissioni, la scorsa settimana, del presidente del Consiglio Mario Draghi e l’annuncio di elezioni anticipate il 25 settembre. Lo dimostra S&P Global Rating che ieri ha confermato il rating ‘BBB’ del nostro Paese ma ha tagliato l’outlook, portandolo da positivo a stabile ed evidenziando “i rischi per le riforme” legati alla crisi del governo Draghi. Lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi ha chiuso in rialzo a 241 punti e oggi sara’ un ‘sorvegliato speciale’ dopo S&P