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Il Premier Giorgia Meloni

Manovra 2024, cuneo fiscale: il taglio, che assorbe gran parte dei 15,7 miliardi dello scostamento di bilancio che ha da poco ottenuto il via libera, è confermato. Ma c’è spazio per poco altro, e il presidente del consiglio Giorgia Meloni chiede compattezza agli alleati, perché in buona sostanza non ci sono soldi per accontentare tutti. La guerra tra Hamas e Israele ha complicato un quadro economico già difficile, e la premier è particolarmente preoccupata per il rischio di una escalation militare che provocherebbe uno choc petrolifero ancora peggiore di quello dovuto alla guerra in Ucraina. Apprensione anche per le decisioni incombenti delle agenzie di rating, cui lo scostamento di bilancio non è piaciuto affatto. La manovra, come precisa il Corriere della Sera, arriverà in Consiglio dei ministri lunedì, quando Meloni farà il punto anche sul Documento programmatico di bilancio da inviare a Bruxelles e sul dl fiscale collegato, che introdurrà la global minimum tax.

Manovra 2024, cuneo fiscale: confermato il taglio, ma non c’è spazio per altro

Anche il ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti spinge per una sessione di bilancio «veloce e fruttuosa», mentre la premier invita i partiti della maggioranza a presentare «il minimo possibile di emendamenti», concordati con il governo. Giorgetti ha ribadito la filosofia della «prudenza», sottolineando che i margini di movimento, in sostanza, non ci sono. «Non ci sono spazi per altre cose da inserire nella legge di Bilancio — è il ragionamento da cui parte il ministro del Tesoro, riportato dal Corriere — Qualsiasi proposta abbiate in animo di avanzare vi ricordo che si deve autosostenere, senza prevedere altra spesa». La manovra non dovrebbe superare i venti miliardi. Confermato dunque il taglio del cuneo fiscale per l’intero 2024, cui Meloni tiene moltissimo perché sono «soldi che arrivano ogni mese nella busta paga dei lavoratori». Le altre due misure di spesa sono il riavvio dei contratti della Pubblica amministrazione fermi da anni (sanità in primis) e gli incentivi fiscali per frenare la denatalità, dedicati al secondo e terzo figlio.