Mai sottovalutare una donna:potrebbe essere una spia
Simona (a sinistra) e Valentina Tarricone

Ci sono cose che solo le donne possono fare. Convincere un buttafuori a chiudere un occhio e farle entrare a una festa senza invito, per esempio. Oppure estorcere un’informazione passando per svampite. Chiedetelo a Valentina Tarricone, che con la sorella Simona nel 2014 ha messo in piedi Firstnet, agenzia investigativa autorizzata ex art. 134 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza con sedi a Milano e Bari, Regno Unito e Marocco. Un’agenzia tutta (o quasi) al femminile: 10 donne dai 27 ai 40 anni (e una manciata di ragazzi), tra le prime 40 aziende della Women Value Company premiate dalla Fondazione Marisa Bellisario. Assenteismo, concorrenza sleale, contraffazione marchi, infedeltà, rintraccio eredi, indagini patrimoniali sono il loro pane quotidiano. C’è da dire che le sorelle Tarricone sono figlie d’arte: il padre, Aldo Tarricone, ex ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, è un pioniere che nel 1978 ha aperto una delle primissime agenzie investigative private in Italia, a Bari. «In casa abbiamo sempre respirato il clima dell’indagine, del pedinamento, dell’analisi», racconta, Valentina Tarricone. Tra i clienti figurano aziende come Boiron, Eutelsat, Les Mills, Getrag, oltre a numerose famiglie private. La scelta di mettere in piedi un team al femminile? Una questione di skill: «Le donne hanno caratteristiche perfette per quasto mestiere», spiega Valentina Tarricone – Innanzitutto hanno un istinto sviluppatissimo, poi sono curiose, attente ai dettagli, sono capaci di ascoltare e non si fermano mai all’apparanza: vanno a fondo della cose ricollegando esperienze tra le più disparate. La donna ragiona in modo diverso, più complesso, non dà mai nulla per scontato». 

Non è tutto rose e fiori: «Al primo impatto si respira la diffidenza, specie da parte degli uomini. Ce ne accorgiamo dal linguaggio del colpo. E non c’è solo lo scoglio di essere donne, ma anche di essere elativamente giovani: io ho 37 anni, mia sorella ne ha 34. Arrivano persone più agèe che si prendendono subito un’eccessiva confidenza. E non parliamo di sosa succede se sei anche carina…. Insomma, si deve sempre fare quello sforzo in più per far riconoscere la nostra competenza». 

«Le donne sono perfette per questo ruolo: hanno istinto, curiosità, attenzione ai dettagli. E non danno nulla per scontato»

Anche se poi, l’essere sottovalutate in realtà è un vantaggio competitivo: «Lo verifichiamo spesso, specie nelle indagini sulla concorrenza sleale e sulla violazione dei patti di non concorrenza», conferma l’imprenditrice: «Le donne sono insospettabili, gli uomini spesso si vantano delle loro azioni e magari ci provano pure». Per non parlare della facilità di accesso a situazioni off limits: «Il servizio sicurezza di solito blocca l’uomo, ma non donna, non solo alle feste, ma anche ai convegni blindati. Basta dire: “Guardi, scusi, devo lavorare”. Non ci viene mai detto di no».

Sul campo, le investigatrici di Firstnet non si pongono limiti:  «Ci travestiamo e montiamo microcamere nei posti più disparati. E non veniamo mai smascherate, a meno che sia il cliente stesso a lasciarsi sfuggire di averci affidato l’incarico». I casi più delicati? «Le infedeltà coniugali. Dobbiamo far soffrire il cliente il meno possibile, ascoltare senza giudicare. Individuamo la squadra migliore, facciamo un sopralluogo in tutti i posti di interesse e poi diamo il via al monitoraggio della persona, per produrre il dossier fotografico e video, che ha valore legale in fase di giudizio, così come le testimonianze dei nostri agenti». E niente è come sembra: «Le cose non stanno mai come te le racconta il cliente. Neppure l’amante è mai quella giusta. In un caso da Milano siamo arrivate a Venezia per un rocambolesco pedinamento degno di una spy story, tra calli, canali, vaporetti e nebbia, per scoprire che la donna che pedinavamo di amanti ne aveva più d’uno e ogni volta era un uomo diverso». Anche questo è multitasking.