Il circolo virtuoso si alimentagrazie alle donne visibili
Mariangela Marseglia, Country Manager di Amazon Italia

«Perché bisogna far finta che uomini e donne siano uguali? È una bugia: dal punto di vista dell’approccio alla professione, la popolazione femminile possiede sicuramente un’intelligenza emotiva superiore, una capacità di flessibilità e adattamento superiore agli uomini». Mariangela Marseglia è una pugliese determinata che dal 25 giugno dello scorso anno è a capo delle branch italiana e spagnola di Amazon. Un incarico di grande rilievo che non ha rappresentato un ostacolo per la sua figura di donna e di mamma. Tanto che da sette mesi nella sua vita è arrivato Leonardo, il figlio che rappresenta un sommesso sottofondo anche durante la nostra intervista. 

Marseglia, ci racconta com’è arrivata al timone di Amazon?

Ho una laurea in economia aziendale, ho lavorato in consulenza e l’ultimo impiego prima di questo è stato come direttore marketing nel mondo del commercio più tradizionale. Ho avuto la fortuna di essere impiegata in multinazionali dinamiche che mi hanno fatto viaggiare moltissimo. Quando mi ha chiamato il cacciatore di teste, nel 2010, Amazon non esisteva ancora in Italia. Era una grande sfida che ho deciso di cogliere al volo, mettendomi in gioco.

Il fatto di essere donna ha in qualche modo influenzato la sua carriera?

Sono stata fortunata e devo dire che non ho mai avvertito questo tema come un problema. Ma è indubbio che esista una “questione donna” e che vada risolta quanto prima. Ho notato ad esempio che le donne che riescono a emergere sono quelle che sanno mettersi in discussione più facilmente, non hanno paura di reinventarsi e sono meno spaventate dai cambiamenti. Però è inutile far finta di niente: le differenze tra uomini e donne esistono e, se devo dire la verità, mi sembra che le donne abbiano una maggiore intelligenza emotiva.

Qualcuno dirà che così facendo sta implicitamente favorendo le donne

Anche in questo caso è bene essere chiari: è importantissimo che si siano delle donne visibili, come nel mio caso, che occupano posizioni apicali. Ed è altrettanto naturale che esista un unconscious bias, una sorta di stortura inconscia, che spinge le persone ad assumerne altre dello stesso sesso. Tradotto: una donna manager sarà più propensa a far entrare in azienda altre donne, creando un circolo virtuoso. 

«E’ importante che ci siano donne in posizioni apicali. Così si può creare un circolo virtuoso che consente ad altre donne di entrare in azienda»

Lei però lavora nel tech, un comparto che non sembra avere problemi a dar credito alle donne

Questa è un po’ una casualità: quello che succede negli Usa è che c’è una competizione molto agguerrita per il talento, femminile o maschile che sia. La competizione porta a una selezione delle risorse migliori, il che significa, nel caso delle donne, saperle anche “coccolare” garantendo loro flessibilità e disponibilità in caso di maternità, l’evento che rimane potenzialmente problematico per chi voglia fare carriera. Ora questa tendenza si sta iniziando a vedere anche in Italia, ma bisogna convincere le ragazze a dedicarsi alle discipline STEM, ovvero quelle scientifiche. 

Voi come Amazon avete lanciato una borsa di studio

Sì, si tratta di un’iniziativa che abbiamo lanciato lo scorso anno con i Politecnici di Milano e Torino: offriamo borse di studio da 6.000 euro all’anno per le ragazze che vogliono iscriversi a ingegneria matematica o informatica. In questo modo, iniziamo a renderle discipline più “femminili”. Ma è un lavoro lungo che va fatto partendo dalle origini.

Un lavoro che dovrebbe fare il settore pubblico?

Chiunque potrebbe farlo, e il settore pubblico non fa eccezione. Non stiamo parlando di assistenzialismo spicciolo, ma di azioni di sostegno per le donne che permetterebbero di generare benefici per la collettività. 

Che giudizio dà della Legge Golfo-Mosca e, più in generale, delle quote rosa?

Sono provvedimenti utili perché riconoscono la presenza di un problema. Quando poi avranno raggiunto lo scopo di una maggiore parità di genere, allora diventeranno ridondanti. E non avremo più neanche bisogno di premi dedicati alle donne…