Russia moneta comune

In Russia sembra crescere ora dopo ora la possibilità che il Paese adotti una nuova valuta di riserva internazionale basata sulle monete dei Paesi che fanno parte del cosiddetto gruppo Brics. Si tratta, più nello specifico, di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. Nelle intenzioni del Cremlino, lo scopo di questa nuova moneta sarebbe quello di andare a contrastare in maniera netta la forza del dollaro americano. Vediamo dunque di capire meglio quando, come e se potrebbe essere introdotta questa valuta e cosa sta facendo la Russia in tal senso.

La Russia vuole una moneta comune

Il presidente russo, Vladimir Putin, sul tema della moneta comune ha inviato un messaggio ai partecipanti al forum economico dei cinque paesi affermando di valutare attentamente questa questione che sarebbe “in fase di elaborazione”. Putin parla di alternative affidabili ai meccanismi più diffusi dei pagamenti internazionali, come lo Swift da cui il sistema bancario russo è stato escluso dall’inizio del conflitto in Ucraina. Lo stesso presidente russo ha poi sottolineato come il sistema russo per la trasmissione di messaggi finanziari Mir sia “aperto a collegare le banche” dei paesi Brics, con una geografia “attivamente in espansione”.

Al di la delle dichiarazione di Vladimir Putin, l’ipotesi di questa nuova valuta deve scontrarsi con la realtà. La strumento, infatti, si contraddistinguerebbe per la sua stabilità e bassa volatilità, ma tra i paesi Brics la moneta meno volatile è lo yuan cinese, entrato di recente nel paniere delle valute di riserva del Fondo Monetario Internazionale (FMI). Le altre, invece, non possono essere considerate tali, soprattutto il rublo. C’è poi il tema delle riserve mondiali che, alla fine del 2021, erano occupate per il 60% dai dollari americani, seguiti a distanza da euro, yen giapponese, sterlina britannica e yuan